È morto Marco Santagata. Addio a 73 anni, dopo una lunga malattia, il coma e il peggioramento dovuto al Coronavirus, allo scrittore, italianista, accademico e critico letterario. Nella sua infaticabile attività di letterato, che lo vide ai massimi livelli nella rivalutazione del medioevo letterario italiano, a partire da Dante e Petrarca, Santagata è stato uno dei più importanti e di maggior prestigio nel nostro Paese. Nativo di Zocca, in provincia di Modena, nel 1943, figlio di un politico della Democrazia Cristiana nel consiglio comunale di Modena, fratello del deputato dell’Ulivo, Giulio, da sempre prodiano in politica, Santagata si laureò alla Normale di Pisa nel 1970 in Letteratura Italiana.

Da qui prese le mosse per divenire Filologia dantesca e umanistica, infine professore ordinario di Letteratura italiana nel 1980. Nel 2003 vinse il Premio Campiello con "Il Maestro dei santi pallidi", nel 2015 fu finalista al Premio Strega con "Come donna innamorata", raccontò della vita del sommo poeta, autore della Divina Commedia.

Nonostante l'amplomb da accademico, Santagata, in quanto nativo di Zocca, era grande amico di Vasco Rossi, con cui ha spesso presentato i suoi libri. Qualche anno fa si mise sulle tracce di Elena Ferrante, cercandone la vera identità, che individuò da "normalista" qual era stato nella storica Marcella Marmo, che però smentì seccamente. Santagata legherà per sempre il suo nome alla rivalutazione della poesia di Francesca Petrarca, del quale ha curato anche il Meridiano Mondadori che raccoglie il Canzoniere del grande poeta italiano.