Meloni può usare “Per sempre sì” ai comizi sul referendum senza il permesso di Sal Da Vinci

Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia possono utilizzare "Per sempre sì" di Sal da Vinci nei comizi per il sì al Referendum per la Giustizia? Sì, se pagano i diritti Siae. E i cantanti non possono opporsi all'uso delle proprie canzoni, a meno che non decidano di intraprendere un'azione legale personale. Ma è un altro paio di maniche. Nei giorni scorsi si è discusso della possibilità che i partiti che appoggiano il "sì" a Referendum del 22 e 23 marzo prossimo, possano usare la canzone vincitrice del Festival di Sanremo come colonna sonora. "Sarà per sempre sì", in effetti, è un ottimo accompagnamento per la campagna referendaria, un po' come se quelli sul fronte opposto usassero "C'è chi dice no" di Vasco Rossi.
Sal Da Vinci non si è voluto esprimere sull'argomento e dopo la richiesta di commento di Fanpage ha preferito trincerarsi dietro un "no comment". Eppure la telefonata da Giorgia Meloni, scrive Repubblica, è arrivata, anche se oggi il cantante ha smentito la battuta sull'uso della canzone. Anche a Fanpage alcune fonti hanno confermato che c'era la volontà di utilizzare la canzone che ci rappresenterà all'Eurovision in alcuni comizi della destra. E probabilmente questa sera al teatro Parenti di Milano, dove Giorgia Meloni darà il via alla campagna potremmo già averne una conferma o meno.
L'uso delle canzoni nelle manifestazioni politiche passate
Indipendentemente da ciò che accadrà, però, ci siamo chiesti se politici e partiti possano utilizzare senza troppi problemi una canzone all'interno di una manifestazione elettorale senza il permesso dell'artista che firma quel brano. Negli anni sono state tante le canzoni che hanno fatto da accompagnamento a momenti importanti della politica italiana, soprattutto a sinistra. Basti pensare a "Canzone popolare" di Ivano Fossati che accompagnò Romano Prodi, leader dell’Ulivo, nella campagna vittoriosa contro Silvio Berlusconi nel 1996 oppure "Mi fido di te" di Jovanotti usata da Walter Veltroni sempre contro il politico di Arcore nel 2008, mentre Pierluigi Bersani scelse "Un senso" di Vasco Rossi per la campagna congressuale del Pd nel 2009.
La SIAE regola l'uso della musica per le manifestazioni politiche
L'uso delle canzoni per le manifestazioni politiche è regolato dalla SIAE. Quando ci si iscrive, si concede l'intero repertorio e quando si stipula una licenza con un organizzatore, SIAE dà tutto il repertorio a disposizione per l'utilizzo. Ognuno, quindi, può utilizzarlo, senza distinzione, previo il pagamento di questi diritti. Questa regola, per esempio, non vale per quanto riguarda le opere di Letteratura e Teatro, per cui vale il principio di registrazione opera per opera – ovvero, quando stipuliamo una licenza la si fa solo per quell'opera – per il repertorio musicale vale per tutto il catalogo.
SIAE scrive che "per i partiti politici è previsto uno specifico trattamento tariffario per le utilizzazioni di opere musicali che avvengono in occasione di campagne elettorali, ricorrenze annuali del tesseramento o in altre manifestazioni a carattere politico, culturale e propagandistico aperte a tutta la popolazione. Le manifestazioni devono essere organizzate direttamente dalle diverse articolazioni territoriali del partito politico indicate nelle tabelle sottostanti (…). L'importo per diritto d’autore dovuto si differenzia sulla base delle modalità organizzative (eventi gratuiti e non gratuiti), degli ambiti territoriali dell’iniziativa e della tipologia di utilizzazione delle opere musicali".
Qual è la tariffa per manifestazioni gratuite dei partiti
Quanto costa, quindi, inserire musica per manifestazioni gratuite organizzate da associazioni solidaristiche e partiti? Per eventi, quindi, "per le quali non sono percepiti introiti di alcun tipo". Lo definisce la SIAE in una tabella precisa che dice che per le "feste piccole, destinate all'ambito comunale" con durata fino a quattro giornate il compenso giornaliero fisso è 24,34€, per feste medie destinate, cioè, all'ambito di più comuni, con durata fino a 9 giornate, il compenso giornaliero è 46,83€, mentre per le feste medio-grandi, quindi destinate all'ambito di una provincia o regione per una durata fino a 12 giornate, il compenso giornaliero fisso è 71,86€, come si legge nella tabella sottostante.

Come il cantante può tutelarsi se crede che la sua immagine sia lesa
Il cantante può opporsi all'uso strumentale di una propria canzone? In questo caso la SIAE non c'entra più, nel senso che la questione diventa legale e comunicativa ma tra le parti in causa. L'artista può dissociarsi moralmente, nel senso che può esplicitare di non essere d'accordo con l'accostamento tra l'evento e la propria arte, però la canzone non ha un veto per quanto riguarda i diritti d'autore. Se ne viene a conoscenza prima, quindi l'artista in questione può fare una diffida chiedendo che la propria musica non sia associata all'evento oppure, ex post, può denunciare se reputa che un accostamento lede, per esempio, la sua immagine. È capitato che alcuni artisti abbiano rifiutato un accostamento con certe posizioni politiche, e la partita diventa talvolta più comunicativa che legale. Far capire alla propria fanbase, insomma, qual è la propria idea su un evento specifico.
Le proteste degli artisti contro i politici
In passato è successo che alcuni artisti si siano scagliati contro i politici per l'uso strumentale delle proprie canzoni. Vasco Rossi si lamentò con l'ex senatore Gianluigi Paragone che usò "C’è chi dice no" per annunciare il voto contrario al Governo Movimento 5 Stelle e Lega, mentre gli eredi di Rino Gaetano protestarono per l'uso della Lega di "Ma il cielo è sempre più blu" in una playlist per una manifestazione a Piazza del Popolo, mentre nel 2018 Ludovico Einaudi diffidò il Movimento 5 Stelle a usare la sua "Divenire". Negli ultimi anni è scoppiato un caso anche negli Usa dove Donald Trump usa molto le canzoni pop, come scrive il Time.
Da Olivia Rodrigo agli MGMT e Sabrina Carpenter molte popstar hanno criticato l'accostamento della propria arte con il Presidente: "Trump ha dovuto affrontare le resistenze degli artisti per aver utilizzato la loro musica nelle sue campagne presidenziali e persino durante il primo mandato, ma ciò non ha impedito alla sua amministrazione di pubblicare aggressivamente video con musica di artisti pop, inclusi alcuni che si sono pubblicamente schierati contro di lui".