Nella terza puntata della serie tv Leonardo in onda stasera, martedì 6 aprile 2021, alle 21:25 su Rai1, a Leonardo da Vinci sarà commissionata un'opera fondamentale nella sua carriera e per tutta la storia dell'arte. È l'Ultima Cena, capolavoro conosciuto anche come Cenacolo Vinciano, tra i dipinti più importanti del Rinascimento italiano, che fu commissionato da Ludovico il Moro per il refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. Oggi l'opera appartiene al tesoro artistico della Pinacoteca di Brera, nel capoluogo lombardo.

Il significato e la spiegazione dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci

Il Cenacolo Vinciano, uno dei più famosi dipinti nella storia dell'arte, è un'opera carica di messaggi e significati, alcuni precisi e noti da tempo, altri misteriosi. Raffigura l'ultima cena di Cristo con i discepoli, personaggi facenti parte dell'iconografia classica di un soggetto rivisitato innumerevoli volte.

Il dipinto si basa su una scena dal Vangelo di Giovanni  nel quale Gesù annuncia che verrà tradito da uno dei suoi apostoli. L'opera si basa sulla tradizione dei cenacoli di Firenze, ma come già Leonardo aveva fatto con l'Adorazione dei Magi, l'iconografia fu profondamente rinnovata alla ricerca del significato più intimo ed emotivamente rilevante dell'episodio religioso. Leonardo infatti studiò, come raccontò, i "moti dell'animo" degli apostoli sorpresi e sconcertati all'annuncio dell'imminente tradimento di uno di loro.

I misteri nascosti del Cenacolo Vinciano

L'Ultima Cena, a causa della tecnica utilizzata da Leonardo, incompatibile con l'umidità dell'ambiente, versa da secoli in un cattivo stato di conservazione, cui si è fatto fronte nel tempo con lunghi e imponenti restauri. Diversi i messaggi nascosti presenti all'interno dell'opera, che da secoli interrogano appassionati e studiosi, il più significativo dei quali è emerso nel 2017 a conclusione di una lunga fase di restauro dell'opera.

In seguito al lavoro della restauratrice Pinin Brambilla Barcilon, infatti, durato più di vent'anni, dal dipinto sono emersi dettagli che a causa dell'usura del tempo non erano più visibili: fra questi, piccole gemme preziose incastonate su ognuno degli abiti dei dodici apostoli e di Cristo. Potrebbe sembrare un particolare di poco rilievo, ma la Sangalli di Monza ha dimostrato come esso sia invece importantissimo per lo studio della simbologia dell'opera: Leonardo avrebbe utilizzato le “Pietre del Paradiso” che compaiono nel libro dell'Esodo per caratterizzare ognuno dei personaggi dipinti e assegnare a ciascuno una precisa funzione nella scena.