"Meglio avere mani sporche di sangue che di acqua”. È la frase incriminata, citata ieri sera dall'ex brigatista Raimondo Etro a “Non è l’Arena”, il programma tivù in onda ogni domenica su La7, condotto da Massimo Giletti. Etro ha pronunciato questa frase, scatenando un putiferio di reazioni, finendo per essere cacciato via dal salotto televisivo, dopo quella che è parsa una rivendicazione di atti intollerabili, considerato che in passato l'uomo ha partecipato al rapimento di Aldo Moro, all’assassinio del giudice Riccardo Palma, ed è stato condannato a vent'anni per la sua partecipazione alla tragica stagione del terrorismo italiano. In realtà, quella frase è tratta – come sostiene l'ex brigatista – da uno dei libri più belli del XX secolo, "Una pistola in vendita", scritto dal romanziere inglese Graham Greene. Il che non significa che sia stata usata correttamente, oltre ad essere fortemente equivoca nel contesto in cui è stata usata.

"Una pistola in vendita" di Graham Greene

Graham Greene
in foto: Graham Greene

"Una pistola in vendita", scritto da Graham Greene, uno dei più grandi scrittori del ventesimo secolo, deceduto nel 1991, è stato pubblicato nel 1936 e portato sul grande schermo nel 1942, in piena Seconda guerra mondiale. È considerato uno tra i romanzi più belli del Novecento. Nella sinossi del libro si legge:

Raven è un uomo dal passato spaventoso, con il viso sfigurato da un labbro leporino. Ma soprattutto è un assassino su commissione, senza sentimenti di pietà, la cui sensibilità sembra pressoché inesistente. Anne invece è una ballerina, fidanzata di Mather, il poliziotto incaricato di scovare Raven. Sono loro i protagonisti di Una pistola in vendita , un romanzo che ha l'andamento di un giallo, nel quale sin dall¿inizio si sa chi è l'assassino e che gioca tutta la sua suspense sulla fuga di Raven, il killer, che vuole vendicarsi dei mandanti del delitto da lui appena commesso, i veri "cattivi" del libro, colpevoli di averlo pagato con banconote rubate che mettono subito la polizia sulle sue tracce.

La citazione di Etro che fa infuriare Giletti

La frase "Meglio avere mani sporche di sangue che di acqua” tratta dal romanzo di Greene, con un riferimento alla vicenda di Ponzio Pilato che, per non decidere sulla morte di Cristo, si lavò le mani con l’acqua, in uno dei gesti più famosi della storia. Evidentemente, per Estro, il fatto di sporcarsi le mani di sangue è da intendere come la decisione di dedicarsi alla lotta armata, piuttosto che restare fermi a guardare. Ma ovviamente una frase del genere non poteva essere lasciata passare sotto silenzio, considerata l'importanza che la ferita dell'assassinio Moro riveste sulla coscienza collettiva del nostro Paese.