Lauren Bennett si è suicidata dopo gravi problemi di salute mentale: lo rivela un’indagine ufficiale
Lauren Bennett, la cantante britannica che faceva parte del gruppo G.R.L. e aveva contribuito al successo "Party Rock Anthem", si è suicidata.La notizia è emersa durante l'udienza del medico legale, nel corso della quale il marito Kenny Wormald ha raccontato che Bennett soffriva di gravi problemi di salute mentale. La cantante era uscita di casa per fare una passeggiata mentre lui era ancora a letto. Quando, dopo qualche ora, non l'ha vista rientrare e non ha ricevuto risposta ai messaggi inviati da lui e dai familiari, Wormald e il padre di Lauren sono andati a cercarla. Hanno ritrovato il corpo senza vita della donna grazie alla funzione "Trova il mio iPhone".
L'annuncio della morte della cantante di 36 anni, lo scorso 6 luglio 2026, era stato dato dalla sua band con un post sui social: "È con grande tristezza che condividiamo la notizia della scomparsa della nostra amata Lauren. Abbiamo il cuore a pezzi e non riusciamo nemmeno a iniziare a esprimere quanto fosse importante per noi". All'epoca non era stata resa nota la causa della morte, chiarita soltanto a tre mesi di distanza. Il marito ha sostenuto che nelle ore precedenti alla morte della donna i due avevano parlato di molti argomenti ma nulla che facesse presagire la possibilità che la donna potesse togliersi la vita.
Bennett aveva cominciato la propria carriera partecipando a gare di talento locali e cantando nei pub e nei bar della sua città. Aveva tentato anche la strada dei talent show, partecipando a X Factor, ma senza riuscire ad arrivare ai Live. Nonostante l'eliminazione, le fu proposto un provino per entrare nelle Paradiso Girls, una girl band che la portò a trasferirsi a Los Angeles quando aveva appena 17 anni. Il primo successo arrivò con "Patron Tequila", brano realizzato in collaborazione con Lil Jon ed Eve, che nel 2009 raggiunse il podio della classifica US Dance Club Songs. La popolarità maggiore arrivò però con "Party Rock Anthem". Successivamente entrò nelle G.R.L., un altro gruppo tutto al femminile che, oltre a comparire nel singolo di Pitbull del 2014 "Wild Wild Love", raggiunse il suo risultato più importante con "Ugly Heart", arrivata nella Top 20 britannica.
In una dichiarazione ufficiale, il padre della cantante ha dichiarato che la figlia ha vissuto una "vita straordinaria". A Bennett era stata diagnosticata la sindrome dell'X fragile, conosciuta anche come sindrome di Martin-Bell, una condizione genetica più frequente negli uomini, ma che può manifestarsi anche nelle donne. Tra le possibili conseguenze ci sono "carattere timido, introverso, ritiro sociale e la comparsa del disturbo d'ansia" come scrive l'Ospedale Bambino Gesù che sottolinea come siano comportamenti opposti a quelli iperattivi più frequentemente osservati nei maschi. Stando a quanto emerso nel corso dell'udienza presso il tribunale, la donna aveva scritto numerose lettere d'addio. Nel gennaio 2026 era stata ricoverata in un reparto di salute mentale perché non dormiva da diversi giorni. Al momento della morte era seguita da "servizi specializzati di salute mentale" e aveva avuto una reazione avversa ai farmaci, secondo quanto riporta la BBC.
Bennett aveva parlato pubblicamente di salute mentale nel 2014, dopo il suicidio di Simone Battle, una delle componenti delle G.R.L.: "Ci sono molti giovani che si tolgono la vita e l'industria musicale ha una grandissima influenza sulla gioventù. Speriamo, nel nostro piccolo, di riuscire ad aiutare almeno una persona". La band aveva anche scritto un singolo tributo intitolato "Lighthouse" e e aveva collaborato con Give an Hour, un'associazione benefica impegnata nel campo della salute mentale.