Laura Pausini: “Durante il Covid volevo smettere di cantare. Dopo la morte di mio nonno ho paura del 9”
Laura Pausini voleva smettere di cantare proprio mentre viveva uno dei momenti più importanti della sua carriera. Era il periodo del Covid e la cantante era candidata al Golden Globe e all'Oscar, ma quei riconoscimenti, arrivati mentre intorno a lei molte persone perdevano familiari e lavoro, le provocarono una profonda crisi personale. Lo ha raccontato la cantante al podcast di Alessandro Cattelan, Supernova. Lo ha fatto per oltre un'ora di aneddoti e prime volte: tra il racconto del padre che poteva entrare nei Pooh, l'oroscopo che condiziona alcune scelte della sua vita e l'importanza che Eros Ramazzotti ha avuto nella sua vita, aprendole le porte al mercato latino-americano, Pausini, che è astemia, ha assaggiato per la prima volta una birra, rivelando che si è ubriacata solo due volte nella sua vita.
"Ero andata molto in down e avevo deciso che non volevo più cantare" ha raccontato Pausini. Era il periodo in cui l'epidemia era forte e mentre lei otteneva soddisfazioni e successi personali molte persone fragili perdevano la vita e altre vivevano condizioni di precarietà: "Molti miei amici perdevano amici o genitori per il Covid, io venivo nominata all'Oscar e ai Golden Globe". Una situazione che la ha scatenato un forte senso di colpa, lei lavorava e molti suoi amici vivevano grossi problemi economici. Per ritrovare un equilibrio, la cantante si era rifugiata nella musica della sua infanzia, tornando ad ascoltare Vasco Rossi e Zucchero. Era anche il periodo in cui, dopo la vittoria del Golden Globe per "Io sì (Seen)", aveva ottenuto la candidatura all'Oscar per la stessa canzone.
E proprio durante un incontro con i giornalisti legato alla candidatura si era lasciata andare alle lacrime. Quella commozione aveva anche a che fare con un altro sentimento che Pausini ha raccontato più volte negli anni: la percezione di essere stata meno riconosciuta in Italia rispetto all'accoglienza ricevuta all'estero. Un tema molto caldo per lei che negli anni lo ha ribadito più volte, anche se oggi pare più in pace, non a caso è stata una delle ospiti principali e co-conduttrici dell'ultimo Festival di Sanremo.
La cantante ha anche raccontato aneddoti che riguardano il suo rapporto con l'astrologia e la scaramanzia. Uno di questi riguarda il nonno, morto il 9 gennaio, la prima persona che ha perso, scoprendo cosa voleva dire la mancanza fisica. da quel momento ha pensato che il 9 fosse un numero sfortunato per lei e per tutta la sua famiglia. Motivo per cui non annuncia mai una tournée, o pubblica un nuovo singolo o album in una data che contenga il 9 (9, 19, 29). E addirittura il 9 settembre (9/9) non lavora, preferendo restarsene in casa. Non è l'unica superstizione che condiziona le sue scelte. Pausini ha raccontato anche di avere una particolare diffidenza nei confronti del segno dei Gemelli, tanto da averlo tenuto in considerazione persino durante la selezione di nuovi collaboratori: quando esaminava i curriculum, evitava quelli delle persone nate sotto quel segno.
Tra gli argomenti toccati c'è stata l'importanza di Eros Ramazzotti nel suo percorso artistico al di fuori dell'Italia e anche quello legato al padre che ha rifiutato di entrare nei Pooh. Successe quando la madre era incinta di lei, aveva già perso tre figli, quindi era una gravidanza a rischio. Il padre fece il provino e passò, ma non si sentì di lasciare sua madre da sola: "Ha rinunciato anche ad altre possibilità che gli erano state date". E a proposito del padre, Pausini racconta di come si era arrabbiata quando aveva tentato The Voice Senior, temendo che la gente potesse tacciarla di raccomandazione e lui rispose: "Ma se sono io il Pausini originale!".