Caravaggio, "Il martirio di Sant'Orsola" (1610), Palazzo Zevallos, Napoli
in foto: Caravaggio, "Il martirio di Sant’Orsola" (1610), Palazzo Zevallos, Napoli

I segreti di Caravaggio finalmente svelati dalle ultime tecnologie, lo dicono alcuni studiosi di fama internazionale tra cui Rossella Vodret, storica dell’arte, curatrice della mostra "Dentro Caravaggio" avvenuta nel 2017 a Milano e Roberto Montanari del Suor Orsola Benincasa, che si occupa del centro Scienza Nuova. Quest'ultimo ha realizzato una interessante ricerca per capire se esistano schemi prestabiliti dai grandi maestri per cogliere l'attenzione dell'osservatore. "Si chiama eye tracking", spiega il professore, "e rileva come l’occhio umano si muova guardando un’opera d’arte. Nelle Sette opere di Misericordia abbiamo trovato elementi di stabilità: cioè l’osservatore guarda la tela proprio come voleva l’artista".

La storica dell'arte Rossella Vodret ha spiegato i risultati degli studi applicati al capolavoro del maestro ospitato nella città partenopea:"Il Martirio di Sant’Orsola rappresenta l’apoteosi della tecnica di Caravaggio, il suo ultimo dipinto in cui le figure sono inghiottite dall’ombra, quasi a suggerire i tormenti della sua mente poco prima della morte». Dopo aver sondato il metodo di creazione delle opere del grande pittore, la storica spiega i risultati della ricerca molto semplicemente indicando il metodo con cui l'artista ha agito sull'opera:"Caravaggio iniziava in modo tradizionale, poi usava una preparazione scura per tutte le parti in ombra e solo dopo dipingeva le parti in chiaro. Nel Martirio è evidente che le figure sono tratteggiate con poche pennellate, non nella loro interezza".

L'esperta ha precisato che resta ancora da esaminare il capolavoro Sette opere di misericordia per completare il lavoro:"Mi piacerebbe molto","Stiamo cercando di completare le analisi su tutti i dipinti di Caravaggio presenti in Italia. Le Sette opere dimostrano quanto Merisi sia geniale nel tradurre sulla tela il suo studio della visione". Il convegno che ha invitato storici dell’arte ed esperti a confrontarsi sul tema della diagnostica per immagini applicata al patrimonio culturale è stato promosso dalla Fondazione Bracco. Il “Martirio di Sant’Orsola”, è oggi in mostra nella Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano, è l'ultima opera dipinta poche settimane prima della drammatica morte del Merisi nel 1610. L'evento prosegue nella mostra aperta nella Città della Scienza di Napoli fino al 6 Gennaio intitolata "The beauty of imaging".