Piramide 38 parallelo nota come Piramide della luce nel complesso di Fiumara d’arte
in foto: Piramide 38 parallelo nota come Piramide della luce nel complesso di Fiumara d’arte

Una scultura di trenta metri, un tetraedro realizzato dal Mauro Staccioli in acciaio Corten: è la ormai famosa Piramide della luce, il cui nome originario è Piramide al 38º parallelo. È la co-protagonista del giallo di Caronia, quello in cui Viviana Parisi, 43 anni, è morta in circostanze ancora da chiarire, mentre suo figlio Gioele è scomparso ormai da sedici giorni. Cioè dalla mattina del 3 agosto, quando la donna disse di volersi recare a Milazzo per comprare delle scarpe, finendo per ritrovarsi oltre cento chilometri più in là, nelle campagne di Caronia, provincia di Messina. La Piramide della luce (o al 38º parallelo) si trova su un’altura in territorio di Motta d’Affermo e si affaccia sul mare, fa parte del parco sculture più grande d’Europa: Fiumara d'arte.

Nei decenni scorsi la storia di questo parco, vero e proprio "atelier sul mare" è stata, almeno da un punto di vista giudiziario, decisamente complessa. Peraltro a questo luogo, negli ultimi tempi, sarebbe legata una "diffusa mistica", come hanno dichiarato i legali della famiglia di Viviana Parisi.

Fiumara d'arte, la storia di un parco sculture lunga decenni

Il labirinto di Arianna a Fiumara d’arte
in foto: Il labirinto di Arianna a Fiumara d’arte

Fiumara d’arte è stata ideata da Antonio Presti nel 1982 con la prima commessa della scultura "La materia poteva non esserci". Da allora il progetto di realizzare un parco di sculture di artisti contemporanei ubicate lungo gli argini del fiume Tusa, che anticamente scorreva tra i monti Nebrodi, con un percorso di ventuno chilometri, fino all'antica città di Halaesa, ha subito diversi tentativi da parte delle autorità locali di essere bloccato e dismesso.

Opere come la Stanza di barca d'oro e la Finestra sul mare furono sequestrate e accusate del reato di occupazione del demanio marittimo e abusivismo edilizio. La stessa azione giudiziaria bloccò lo sviluppo del progetto di Presti che prevedeva l'inserimento di altre opere di artisti come Edoardo Chillida, Fausto Melotti e Arnaldo Pomodoro. Ma la realizzazione del grande parco sculture è andata comunque avanti negli anni, arricchendosi opera dopo opera fino alle ultime inaugurazioni di giugno scorso: il Bosco incantato, installazione a cura di Umberto Leone Ute Pyka, presso il Museo Albergo Atelier sul Mare Castel di Tusa.

A metà degli anni Ottanta, il caso giudiziario della Fiumara d'arte determinò anche un'interrogazione parlamentare proposta da Bruno Zevi, Giuseppe Calderini, Massimo Teodori e Francesco Rutelli con cui venne chiesto al Ministero di "intervenire con la massima urgenza per fare cessare lo scempio e la persecuzione delle autorità locali nei confronti dell'iniziativa di Antonio Presti che ha costituito attorno alla Fiumara di Tusa un nuovo ed eccezionale comprensorio artistico, culturale e paesistico di rilievo internazionale".

Piramide – 38º parallelo (o della luce)

Nel 1990 una sentenza ordinò di abbattere la prima opera del parco, in base alla legge Galasso, ma il reato cadde in prescrizione e la scultura non fu mai abbattuta. Al punto che nel 2006 l'interno percorso di Fiumara d'arte fu riconosciuto come percorso turistico culturale di rilievo per la Regione Sicilia. Fino al 2010, quando dopo due anni e mezzo di lavori viene inaugurata la Piramide – 38º parallelo dello scultore Mauro Staccioli, deceduto nel 2018. Opera dove, ogni anno, si svolge il rito della luce, da cui ha preso quel nome: Piramide della luce.

Il luogo che Viviana Parisi probabilmente avrebbe voluto raggiungere la mattina del 3 agosto con suo figlio Gioele, ma a cui non è mai arrivata. Ulteriore elemento di queste ore: la notizia, diffusa sempre dagli avvocati del marito di Viviana Parisi che aggiunge ulteriore mistero a questa vicenda. Secondo quanto rivelato Viviana Parisi sarebbe stata affetta da "paranoia con un crollo mentale dovuto a una crisi mistica". A rivelarlo un certificato rilasciato il 17 marzo dall’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, ritrovato nell'automobile della donna e diffuso dagli avvocati del marito.