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25 Luglio 2013
18:04

Il teatro Trianon di Napoli messo in vendita all’asta

La Regione e la Provincia non ricapitalizzano la società e il teatro Trianon finisce in vendita all’asta.
A cura di Simone Petrella
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Il teatro Trianon fu aperto a Napoli l’8 novembre 1912, inaugurato dalla compagnia di Eduardo Scarpetta.

Nel 2006 la Regione Campania ha rilevato il pacchetto di maggioranza della proprietà del teatro, trasformandolo dunque in una struttura pubblica, con il nome Trianon Viviani; la direzione artistica è stata affidata a Nino D'Angelo fino al 2010.

Tra il 2010 e il 2011 la storia del teatro è piuttosto burrascosa, la crisi culturale generale ha pesato molto sulla gestione della struttura, fino a determinarne l’occupazione da parte dei lavoratori a seguito di una serie di stipendi non corrisposti. Nel 2012, sotto la direzione artistica di Giorgio Verdelli, il Trianon è diventato «teatro della musica a Napoli» e ha cercato di ridefinire la propria identità sul territorio.

Anche questo tentativo rischia di naufragare a breve. Infatti la Regione Campania e la Provincia di Napoli, non avendo ricapitalizzato il 31 marzo di quest'anno la società Trianon Viviani, hanno esposto il teatro al rischio di pignoramento. La conseguenza di questa condizione è stata la messa in vendita all'asta dell'immobile, per la cifra di partenza di 4 milioni e 500 mila euro.

Il CDA del teatro promette continue azioni risolutive mai realizzate mentre i lavoratori dipendenti parlano di "una situazione drammatica, che comporta l'alienazione gratuita di un bene pubblico a privati, la rottamazione di un'esperienza culturale premiata dal pubblico e dalla critica, la perdita di posti di lavoro per i dipendenti ed un danno per l'indotto". Finora i lavoratori non hanno ottenuto risposte neanche dal governatore Caldoro e per questo motivo fanno appello alle istituzioni e alla cittadinanza perché si cerchi di mantenere vivo e pubblico il teatro. Una situazione complessa, nella quale il disinteresse di Regione e Provincia pesano di più del dubbio sulla nuova, eventuale identità della struttura, che negli anni ha comunque perso parte dell'interesse e dell'attenzione che meritava inizialmente.

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