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Il discorso di Big Mama contro la discriminazione a New York: “Non credete a chi dice che siete sbagliati”

Big Mama ha tenuto un discorso a New York, davanti a una platea di ragazzi, per parlare contro la violenza e la discriminazione, partendo dalla sua esperienza: dalla vita in provincia al cancro, fino al raggiungimento dei propri sogni.
A cura di Francesco Raiola
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Big Mama
Big Mama

Big Mama ha tenuto un discorso contro la violenza e la discriminazione, partendo dalla propria storia personale, a New York. La rapper campana, protagonista dell'ultimo Festival di Sanremo con la canzone "La rabbia non ti basta", è intervenuta nell'ambito dell’iniziativa "Gcmun talks" dal titolo «Le arti per la cittadinanza globale» (The Arts for Global Citizenship #AGCNewYork24), organizzato da United Network, organizzazione associata al Dipartimento di Global Communications delle Nazioni Unite. Big Mama ha parlato a una platea internazionale di 2.000 ragazzi tra i 16 e i 17 anni con un discorso dal tema "Crescere e Guardare al futuro".

Dall'odio in provincia al tumore al sangue

Big Mama è partita dalla sua esperienza personale, da cui ha attinto anche per il brano sanremese, e ha raccontato della difficoltà di essere una ragazza sovrappeso in una città di provincia, che la faceva sentire di non essere mai abbastanza: "Sono cresciuta nella convinzione di non poter fare nulla da grande" ha detto la cantante che, però sfogava la delusione e la rabbia delle offese subite con la scrittura, pur continuando a sentirsi colpevole: "Era colpa mia, colpa del mio fisico se le persone mi odiavano così tanto" e questo la portava a essere aggressiva.Trasferirsi a Milano con una borsa di studio universitaria le ha dato il primo momento di libertà, svanito quando a seguito di alcuni controlli ha scoperto di avere un cancro del sangue, un linfoma di Hodgkin: "Ho fatto 12 chemio a 20 anni. Quello è stato sicuramente il periodo più buio della mia vita".

La guarigione e il messaggio ai ragazzi

Quando è guarita, quindi, Big Mama è tornata a Milano, ha cambiato amicizie ("perché quelle vecchie si approfittavano della mia debolezza"), ha trovato un amore vero e ha cercato di regalarsi il meglio: "Scrivo canzoni per stare meglio e aiuto anche gli altri. Ho inciso 2 album, fatto 2 tour estivi. Ho trovato delle persone che mi vogliono bene davvero. Una bella squadra che mi ama per chi sono io. Mi sono rivalutata. Ho capito di essere bella, intelligente, forte". L'invito finale agli studenti, quindi, è stato: "Credere nei propri sogni salva".

Il testo completo dell'intervento di Big Mama

Credere nei propri sogni salva. È una frase del pezzo che sento più mio in assoluto.

Per tutta la vita mi hanno fatto credere di non essere abbastanza, anzi, mi hanno fatto credere di essere completamente sbagliata. Il mio fisico faceva in modo che la gente mi valutasse come “non abbastanza” prima ancora che le persone mi potessero davvero conoscere. Una persona grassa nell’immaginario degli altri è una persona svogliata, pigra, non attiva, non intelligente, che fa scelte sbagliate e spesso non ha voglia di migliorare. Sono cresciuta nella convinzione di non poter fare nulla da grande, che non sarei mai arrivata dove volevo. Per una persona come me sognare era inutile. Tanto non ce l’avrei fatta, ero solo una bambina grassa.

Ma io sono molto di più, e adesso ne sono finalmente consapevole.

Vengo da un paese molto piccolo, poche persone con una mentalità altrettanto piccola. È difficile sognare in grande quando il mondo che ti circonda è piccolissimo. Ma io l’ho fatto. Ho dovuto sopportare anni di bullismo, verbale e fisico. Avevo paura di uscire di casa, mi sentivo inadatta e sentivo che il mondo mi odiava. Ogni giorno della mia infanzia e adolescenza lo ricordo pieno di parole di odio. “Cicciona, fai una dieta, fai schifo”

Ho cercato per anni di evitare la sofferenza stando in silenzio. Abbassavo la testa e facevo finta di nulla, io mi sentivo colpevole. Era colpa mia, colpa del mio fisico se le persone mi odiavano così tanto.

Poi ho avuto la prima risposta. La rabbia. Ho iniziato ad odiare tutto. Rispondevo male, ero aggressiva, impulsiva. Ho iniziato a confondere l’amore con l’odio e le parole dolci con offese. Avevo bisogno di qualcosa che potesse farmi sfogare per non esplodere.

A 13 anni ho scritto il mio primo pezzo, charlotte. È una canzone rap che parla di suicidio e autolesionismo, un testo troppo forte per una ragazzina così piccola. Avevo però vergogna di far ascoltare quelle parole a qualcuno, quindi mi sono tenuta charlotte tutta per me. Nel mio telefono per ben 3 anni. Una mia amica un giorno l’ha trovata e l’ha iniziata a far ascoltare a tutti. Un giorno di agosto del 2016 una ragazza è venuta da me piangendo. Mi ricordo perfettamente cosa disse “finalmente qualcuno mi ha capita, finalmente qualcuno mi ha aiutata”. Avevo finalmente capito che a qualcuno interessava delle mie parole e che potevo aiutare gli alti oltre che me stessa. Il giorno dopo, il primo settembre del 2016 charlotte era su youtube. BigMama era finalmente nata.

Da quel momento qualcosa è iniziato a cambiare. La mia ansia sociale si è trasformata in qualcosa di diverso. La paura che avevo degli sguardi delle persone si è trasformata in consapevolezza che quelle stesse persone mi stessero guardando perché avevano riconosciuto BigMama. Lo sguardo perso di Marianna si è trasformato nello sguardo forte di BigMama. BigMama era uno scudo e un’arma.

Credere nei propri sogni salva.

A 18 anni ho cambiato città, sono partita per Milano. Una borsa di studio all’università mi ha permesso di abitare nella città più costosa d’Italia anche se venivo da una famiglia molto povera. Milano mi ha cambiata tanto, io ero diversa, più consapevole di me stessa, il mio sogno era ancora più forte, indossavo vestiti più attillati, mi sentivo più bella del solito, ma avevo ancora troppa paura delle persone. Mettevo ancora gli altri al primo posto e me al secondo. Avevo ancora quel problema di valutarmi come “meno degli altri”. Ovviamente questo ha portato molte persone ad approfittarsi di me.

A Milano ho conosciuto i primi produttori, girato i miei primi video, fatto le mie prime collaborazioni e preso i primi contatti con il mondo della musica. Ma nel momento in cui stavo per firmare il mio primo vero contratto discografico, quando iniziavo a sentirmi potente davvero, sono tornata nel buio. Ancora. Era il 13 Agosto del 2020, ero tornata a casa dei miei genitori nel sud Italia per le vacanze estive. Non stavo bene e avevo quindi deciso di fare delle visite. Quel 13 agosto sono arrivati tutti i risultati, avevo un cancro del sangue, un linfoma di Hodgkin. Ho fatto 12 chemio a 20 anni. Quello è stato sicuramente il periodo più buio della mia vita, ho pensato per mesi “ma perché io?” “Perché il mondo mi odia ancora così tanto?” “Ho solo 20 anni”. In quel momento l’unica cosa che per me era davvero importante era riprendermi per poter tornare a Milano per fare musica. La musica mi ha salvata davvero. Sono guarita, il mio corpo ha risposto molto bene da subito.

Quel periodo però mi ha insegnato finalmente che io merito il primo posto. Che se non amo me stessa nessuno lo fa al posto mio. Che se non salvo me stessa nessuno lo farà per me.

Una volta guarita mi sono rivalutata, ho capito di essere una donna forte.

Sono tornata a Milano e ho cambiato amicizie perché quelle vecchie si approfittavano della mia debolezza. Ho trovato l’amore, quello vero, una meravigliosa fidanzata. Ho smesso di accontentarmi, io devo avere il meglio. Ho trovato l’indipendenza, mi pago casa da sola da mesi ormai. Scrivo canzoni per stare meglio e aiuto anche gli altri. Ho inciso 2 album, fatto 2 tour estivi. Ho trovato delle persone che mi vogliono bene davvero. Una bella squadra che mi ama per chi sono io. Mi sono rivalutata. Ho capito di essere bella, intelligente, forte.

Ho capito di meritare.

Ho capito di valere.

Credere nei propri sogni salva.

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