Compie 40 anni uno dei romanzi pilastro della letteratura del ventesimo secolo: ‘I figli della mezzanotte‘ di Salman Rushdie fu pubblicato in Inghilterra per la prima volta nel 1981. Quattro decenni dopo, quel romanzo-mondo, tradotto in tutto il mondo, presente nella classifica dei 100 libri del ventesimo secolo per Le Monde, vincitore del James Tait Black Memorial Prize e del Booker Prize, rivive una nuova vita grazie alla serie tv Netflix che sta per arrivare ispirata a ‘Midnight's Children‘.

40 anni de I figli della mezzanotte, il capolavoro di Salman Rushdie

A scrivere della nouvelle vague di questo romanzo, è lo stesso Salman Rushdie che, sulle colonne del Guardian, dice: "La longevità è il vero premio a cui aspirano gli scrittori e non viene assegnato da nessuna giuria. Che un libro resista alla prova del tempo, tramandi con successo le generazioni, è abbastanza raro da valere una piccola celebrazione – scrive il romanziere anglo-indiano – Per uno scrittore sulla metà degli anni '70, la continua salute di un libro pubblicato verso la metà degli anni '30 è, molto semplicemente, una delizia. Per questo facciamo quello che facciamo: realizzare opere d'arte che, se siamo molto fortunati, dureranno nel tempo."

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Il libro narra le vicende dei mille bambini nati il 15 agosto 1947, allo scoccare della mezzanotte: il momento, cioè, in cui l'India ha proclamato la propria indipendenza dall'Impero britannico. Tutti costoro posseggono doti straordinarie: forza erculea, capacità di diventare invisibili e di viaggiare nel tempo, bellezza soprannaturale. Ma nessuno è capace di penetrare nel cuore e nella mente degli uomini come Saleem Sinai, il protagonista che, ormai in punto di morte, racconta la propria tragicomica storia.