Dopo una serie di tentativi a vuoto, sono finalmente riuscito ad avere l’ambito biglietto d’oro di Willy Wonka. Un front standing per il concerto degli Oasis di lunedì 26 luglio a Roma è arrivato grazie a una catena di amicizie. In un tour andato tutto sold-out in tre giorni è un bel colpo di fortuna, non c'è che dire. Ed è proprio questo il problema, da vecchio fan: tra codici che non garantiscono niente, fan veri scambiati per bot e registrazioni sospette passate indenni, questo lotteria degli Oasis premia la fortuna e le conoscenze. Non la passione.
Dopo la giornata di venerdì, avevo già somatizzato in un post la mia rabbia, premettendo che il mercato è spietato e non si lotta contro il mercato. Così sono arrivate, in pubblico e nei DM, numerose testimonianze di persone nella mia stessa situazione. Poi, il miracolo. Sabato ho avuto il biglietto. Per l’appunto un Front standing, Stadio Olimpico, lunedì 26 luglio 2027. Valore commerciale 258.75 euro, commissioni comprese.
Ma come ci sono riuscito? Una collega di un mio caro amico aveva due posti liberi da acquistare con il suo codice. Ha pensato a lui. Lui ha pensato a me. Un culo mastodontico, diciamolo come va detto, e una catena di affetti a cui devo gratitudine eterna.
Ma mettiamola subito in chiaro: non ho battuto il sistema. Il sistema mi ha scavalcato e io sono entrato da una porta laterale. Ed è proprio adesso, con il biglietto in mano, che posso dirlo senza sembrare quello con la volpe e l'uva: così non funziona.
Sulla carta, sembrava tutto perfetto. Per le date del tour del 2027, dopo i casini di due anni fa, non è mai stata prevista una normale vendita generale ma una pre-registrazione obbligatoria che si è chiusa il 17 settembre. Ogni codice permetteva l’acquisto di massimo 4 biglietti dal 25 al 27 settembre per una tappa obbligata (cioè: chi veniva scelto, ha potuto selezionare solo la data, non la città). Quindi, ripeto: sulla carta, tutto perfetto.
Nella pratica, è andata diversamente. In tantissimi che hanno ricevuto il codice, sono rimasti comunque a mani vuote. Chi perché la coda era sterminata e i biglietti sono finiti prima del suo turno. Chi perché, al momento di pagare, si è visto trattare come un bot e buttare fuori. Quest'ultima la conosco bene, perché due anni fa è successa a me. Un essere umano in carne e ossa, con la carta di credito in mano, scartato perché un algoritmo aveva deciso che non ero umano abbastanza. Oggi i racconti sono gli stessi: fan che raccontano di essere stati bloccati senza una spiegazione, senza un appello, senza nessuno a cui chiedere conto.
E dall'altra parte? Dall'altra parte circolano racconti di persone che si sono registrate con indirizzi email di comodo, a pacchetti, e sono state selezionate lo stesso. Eppure le regole erano chiare: registrazioni multiple, duplicate, automatizzate o effettuate tramite bot potevano essere individuate ed escluse. Non è successo, evidentemente.
Insomma, il paradosso è servito: un super fan potrebbe essere stato scambiato per un bot, il furbo con dieci email finte, che magari è lì solo per rivendere il biglietto, rischia di salvarsi.
Poi c'è l'altro lato della medaglia, quello che nessuno ha il coraggio di dire perché sa di snobismo. Lo dico io: l'eccesso di domanda ha fatto riemergere dal nulla un esercito di wannabe. Parliamo di gente che per dieci anni non si è accorta che Liam e Noel, separatamente, suonavano in palazzetti mezzi vuoti. Io c'ero. Eravamo quattro gatti, con file di sedie libere che sembravano un'assemblea di condominio a Ferragosto. Loro no. Loro sono arrivati quando i Gallagher si sono abbracciati, con la giacca vintage presa su Vinted e Wonderwall come unico titolo in repertorio.
Hanno diritto di esserci? Certo. Nessuno pretende un esame di ammissione per entrare allo Stadio Olimpico. Ma un sistema che mette sullo stesso piano chi ha consumato i dischi e chi ha scoperto la band su TikTok, e poi affida il resto al caso e all'algoritmo, non sta tutelando i fan. Ma, a costo di ripetermi, questo è il mercato e tocca farselo andare bene.
Ma torniamo a me, perché la mia storia è la prova più onesta di tutte. Io il biglietto non l'ho conquistato con la fedeltà, né con la velocità, né con la pazienza. L'ho avuto nel modo più italiano che esista: col culo. E conoscendo qualcuno che conosce qualcuno. Il sistema dei codici, nato per mettere ordine, alla fine ha premiato esattamente ciò che voleva eliminare: la fortuna cieca e le relazioni. Esattamente come prima. Solo con più passaggi e più ansia.
Quindi sì, a luglio ci sarò. Canterò tutto, b-side compresi se ne faranno (ne dubito!). Ma non chiedetemi di dire che è andata bene. È andata bene a me. Che è un'altra cosa.