Gli anni di Allende, Carlos Reyes e Rodrigo Elgueta, Edicola editore (maggio 2016)
in foto: Gli anni di Allende, Carlos Reyes e Rodrigo Elgueta, Edicola editore (maggio 2016)

Il 5 settembre 1970 Salvador Allende diventa Presidente della Repubblica del Cile. Il "presidente di tutti i cileni" trasformò in poco più di mille giorni il suo Paese in una delle esperienze più forti di socialismo popolare e democratico al tempo stesso: un'esperienza unica sia dal punto di vista politico che culturale, con la democratizzazione delle università e oltre 12 milioni di libri pubblicati e diffusi negli strati più bassi della popolazione in soli due anni. E poi la fine: l'11 settembre 1973 il generale Augusto Pinochet conquista il potere con un colpo di Stato militare, ponendo fine per sempre, nel sangue, all'esperienza presidenziale di Allende.

È storia nota, che ancora oggi interroga milioni di persone in tutto il mondo: Carlos Reyes, sceneggiatore ed editore, e Rodrigo Elgueta, illustratore, hanno scelto di farlo in un modo del tutto inusuale. Attraverso un fumetto che, con eccezionale rigore storico, ricostruisce i mille giorni del Cile socialista di Allende. "Gli anni di Allende" è nelle librerie da maggio, e in questi giorni viene presentato negli spazi espositivi di ONO Arte Contemporanea di Bologna, alla presenza di Matia Moro, fumettista e graphic journalist, e dell'editore Paolo Primavera. Abbiamo parlato della storia, dei protagonisti e del progetto proprio con lui, che dal 2013 con la casa editrice "Edicola" lavora a cavallo di due mondi, l'Italia e il Cile, per avvicinare due universi letterari soltanto apparentemente lontani fra loro. Un progetto importante, che con lavori come "Gli anni di Allende" fa tornare la Storia ad essere attuale e rielabora un medium, quello del fumetto, utilizzandolo come strumento di riflessione politica e culturale: una "novella grafica", come preferisce chiamarla lui, piuttosto che una graphic novel, "per non cadere in un ‘americanismo' che siamo sicuri non sarebbe piaciuto neppure ad Allende".

Parlare di Salvador Allende, degli anni della sua rivoluzione non solo politica ma anche sociale e culturale, fa venire in mente un altro grande personaggio cileno. Pablo Neruda.

Effettivamente Pablo Neruda compare a pag 67 del volume. Il 21 ottobre del 1971 John Nitsch, il giornalista statunitense protagonista e voce narrante dell'intera vicenda, è insieme agli amici cileni José e Claudia per assistere in diretta alla cerimonia di premiazione del Nobel, assegnato quell'anno a Neruda per i suoi meriti letterari. Il fumetto ci riporta all'intensità di quei momenti attraverso le appassionanti parole pronunciate dal telecronista: il Cile è in festa, tutta l'America è in festa. Un figlio della patria, nato nella famiglia di un operaio, sta stringendo la mano di un re e dedica l'ambito premio a tutti i suoi fratelli cileni, di ogni colore e bandiera politica.

Gli anni di Allende, Carlos Reyes e Rodrigo Elgueta, Edicola editore (maggio 2016)
in foto: Gli anni di Allende, Carlos Reyes e Rodrigo Elgueta, Edicola editore (maggio 2016)

La figura di Pablo Neruda è stata indissolubilmente legata agli anni di Allende. Per tutta la vita, infatti, Neruda era stato poeta profondamente politico, sia nei versi che nella concreta attività nel Partito Comunista cileno.

Nel 1972 il libro "Antologia Popular", che raccoglie i versi del poeta, fu stampato in un milione di copie e distribuito gratuitamente tra la gente, le biblioteche pubbliche e i sindacati. Sia Neruda sia la casa editrice rinunciarono ai propri diritti sull'opera e fu così che l'Unidad Popolar di Allende potè realizzare quest'importante opera di divulgazione, dimostrando ancora una volta quanto credeva nella cultura come mezzo per creare coscienza sociale.

Scegliere di raccontare la Storia, quella con la S maiuscola, attraverso una novella grafica stupisce, ma è un'operazione che si sta affermando sempre di più negli ultimi anni. Ma è ancora difficile comprendere se in Italia questa particolare connessione fra "fumetto" e storiografia venga recepita.

In Italia c'è ancora uno stupore sincero quando il fumetto racconta vicende storiche importanti, In qualche modo il fumetto continua a essere percepito come ‘strumento di evasione'. Uno degli esempi di graphic journalism più conosciuti oggi in Italia è Kobane Calling di Zerocalcare che mantiene comunque lo stile tipicamente ironico del suo autore nonostante la forza di quello che racconta e delle riflessioni politiche che suggerisce. Esistono esempi di fumettisti italiani che usano il loro linguaggio per raccontare storie vere, primi tra tutti il lavoro che fa la casa editrice Becco Giallo, ormai da anni, o l'opera di Gianluca Costantini, forse ‘il graphic journalist' italiano, o ancora la casa editrice Round Robin. E sicuramente c'è un'interesse crescente, si veda appunto Zerocalcare o le collane in edicola dedicate al graphic journalism. C'è anche un altro aspetto molto interessante. Al Salone del libro di Torino sono stati molti gli insegnanti che hanno acquistato "Gli anni di Allende" ritenendolo un utile strumento per avvicinare i ragazzi a una parte di Storia che, se pur così vicina e importante, non esiste sui testi scolastici. Quindi se anche al momento il collegamento non c'è, probabilmente ci arriveremo presto.