Una legge sul libro che sostenga tutta la filiera, "dagli autori agli editori", passando per "i distributori, i piccoli editori, i giovani, le librerie, le biblioteche". È quanto ha proposto il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, alla conferenza stampa di #ioleggoperché, il progetto, promosso dall'AIE – Associazione Italiana Editori, per il potenziamento delle biblioteche scolastiche che si svolgerà dal 21 al 29 novembre 2020. "Vogliamo sostenere tutto un settore fondamentale anche attraverso la partenza di un tavolo – ha dichiarato il titolare del MiBactgiusto ieri abbiamo cominciato il lavoro per preparare e dare al nostro Paese una legge che come la legge del cinema, fatta diversi anni fa e poi rinnovata, aiuti tutta la filiera del libro".

Dopo il riconoscimento del libro come "bene essenziale" da parte dei provvedimenti adottati dalla Presidenza del Consiglio per contrastare la pandemia da Coronavirus, il ministro punta a una legge che regolamenti il settore, in linea con il programma europeo Next Generation EU, fonte di opportunità per il rilancio del libro nel nostro Paese, che deve passare innanzitutto attraverso uno stimolo poderoso alla lettura, poiché in Italia si legge ancora troppo poco. “Credo sia un impegno fondamentale che deve essere supportato da una forte coesione del mondo del libro – ha continuato Franceschini – Non più concorrenza a vicenda, ma lavorare con un unica squadra che cerca di aumentare il numero dei lettori, di favorire la lettura”.

Una legge sulla filiera del libro: la reazione degli editori

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Apprezzamento per l'idea di una legge che regolamenti e sostenga l'intera filiera del libro arriva dagli editori italiani. Secondo Ricardo Franco Levi, presidente di AIE, "non possiamo che constatare come il nostro Paese sia stato un modello in Europa nel sostegno all’editoria colpita dalla pandemia, giudicando il libro un bene essenziale e consentendo così di tenere aperte le librerie, ma soprattutto promuovendo misure volte a rafforzare la domanda di libri dei giovani (attraverso la 18App), delle famiglie più bisognose, delle biblioteche pubbliche, delle librerie”. Al punto in cui siamo, continuano gli editori, “la nostra prima richiesta al governo è di rendere stabili, magari rafforzandole, tali misure che vanno a beneficio dell’intera filiera, stimolando al tempo stesso la lettura in un Paese che legge ancora troppo poco”.

Quanto leggono gli italiani? Poco, secondo Istat

Nel 2019, secondo la consueta indagine sulla produzione e la lettura di libri in Italia il numero dei lettori resta stabile, ma vede un aumento tra i giovani. In assoluto, il pubblico più vicino alla lettura è rappresentato dalle ragazze tra gli 11 e i 19 anni, mentre quello meno affezionato è dei maschi adulti: appena 1 su 3 ha letto almeno un libro.

Next Generation EU aiuterà il libro?

Grandi speranze per il rilancio del libro nel nostro Paese sono legate a un creativo ed efficiente utilizzo dei fondi che l'Italia riceverà nell'ambito del programma Next Generation UE. A sostenerlo è sempre il rappresentante dei grandi editori: “Abbiamo proposto interventi specifici per i segmenti più colpiti (come l’editoria turistica e l’editoria d’arte) e volti alla trasformazione del settore secondo le linee guida del programma europeo Next Generation EU. Chiediamo di puntare a un’editoria italiana ancora più sostenibile, inclusiva, innovativa e internazionale, che potrà rafforzare il suo ruolo nella crescita culturale del paese e nel contrasto alla povertà educativa. Proponiamo quindi un credito di imposta sulla carta eco-sostenibile e sulla produzione di ebook accessibili, incentivi all’innovazione nella logistica, nella gestione dei dati e dei diritti d’autore, nella produzione di contenuti e piattaforme al servizio della didattica digitale nelle scuole e nelle università; aiuti all’internazionalizzazione e la creazione di un sistema integrato delle fiere del libro”.