Il primo a chiamarlo "padre della Storia" fu Cicerone. Erodoto venne al mondo, con ogni probabilità, come nel 484 a.C., ad Alicarnasso, in Asia minore. Di famiglia agiata, appartenente all'aristocrazia della città, l'autore delle "Storie" era figlio di una donna greca e di un uomo persiano. Dryò e Lyxes. Era un figlio della mescolanza, insomma, dei viaggi, della Storia e delle storie di ciascuno, come molti dei bambini che oggi siedono tra i banchi di scuola del nostro Paese.

Sin da giovane, Erodoto si oppose a Ligdami II, tiranno della sua città, insieme al cugino Paniassi, che fu condannato a morte ed ucciso prima che una congiura lo abbattesse. Fu così che iniziò il lungo peregrinare del giovane Erodoto, che per scappare a morte certa da parte del tiranno che governava la città di Alicarnasso (col sostegno di Dario I, il Gran Re di Persia) raccolse armi e bagagli e lasciò il luogo natio.

Trovò rifugio a Samo, città di orientamento antipersiano che aderisce alla Lega delio-attica, dove ha tra l'altro l'opportunità di migliorare la sua conoscenza del dialetto ionico. Qui ci resta due anni. I tempi per tornare ad Alicarnasso sono ormai maturi, torna a casa e il tiranno Ligdami viene cacciata. Ora Alicarnasso è "greca", comincia a versare i tributi ad Atene. Dove Erodoto arriva, nel 447, dopo aver viaggiato in lungo e in largo e aver visitato e amato l'Egitto. È qui che iniziano le sue raccolte di materiali che comporranno le "Storie", l'opera capitale e fondativa della disciplina storica e della ricerca storiografica. Fu così che divenne il "padre della Storia", come appunto lo definì Cicerone. E quindi possiamo dire che Erodoto ebbe l'intuizione che avrebbe cambiato il mondo viaggiando, muovendosi da un luogo all'altro, sempre nel nostro Mar Mediterraneo.

Da Atene poi un altro passaggio, a Thurii, colonia panellenica situata in Magna Grecia, che contribuisce a fondare nel 444 a. C.. Qui si mette a scrivere le famose "Storie"dove si raccontano le guerre combattute nel V secolo avanti Cristo tra l'impero persiano e le poleis greche, opera ritenuta oggi il primo esempio di storiografia occidentale.