16 Luglio 2020
12:06

E se Montalbano non morisse? Tutte le sorprese di Riccardino, l’ultimo di Andrea Camilleri

La lettura dell’ultimo romanzo di Andrea Camilleri, annunciato da anni, con protagonista Salvo Montalbano, rivela più sorprese di quel che sarebbe stato lecito aspettarsi. Dal gioco di ombre cinesi tra il commissario più amato d’Italia e quello dello scrittore siciliano scomparso un anno fa, emerge un commovente gioco letterario che suona come un arrivederci.
A cura di Redazione Cultura

Arriva in libreria "Riccardino", il romanzo postumo di Andrea Camilleri, l'ultimo capitolo della saga con protagonista il commissario Montalbano. A un anno di distanza dalla morte del grande scrittore siciliano, come annunciato da tempo, per espresso volere del papà del commissario più amato d'Italia, l'attesa fine di Salvo Montalbano non è privo di sorprese. Ma quali sono le principali rivelazioni che "Riccardino" di Andrea Camilleri riserva ai suoi lettori?

Innanzitutto, dalla lettura del romanzo emerge con forza la passione primigenia di Andrea Camilleri per un altro grande scrittore siciliano, Luigi Pirandello e il suo gioco di ombre; il Doppio inteso come rivelazione dell'umano. E così, da "Il fu Mattia Pascal" si arriva direttamente a "Riccardino2 e al confronto-scontro tra Montalbano e il suo Autore. Tra telefonate, fax e quant'altro, il dialogo è costante, attraversa tutto il romanzo senza inficiare il fitto giallo che i lettori di sicuro ameranno.

Tra televisione e verità, tra letteratura e vita, ecco snodarsi un dialogo pericoloso e sentimentale, tanto per il lettore quanto per lo stesso Camilleri-autore. "C'è il commissario Montalbano". "Ma quello della tv?" chiede qualcuno. "No, quello vero", risponde qualcun altro. Il commissario è stanco e protagonista di un duello con se stesso, alla fine sparisce sbiadendo letteralmente sulla pagina, ma forse non muore: l'ombra svanisce, il personaggio resta. L'identificazione tra Camilleri autore e Salvo Montalbano viene spinta al massimo sul finire della storia. E alla fine ci lascia l'amaro in bocca: se le parole finiscono e a mano a mano si diradano, diventando zoppicanti, a lasciarci è pur sempre l'ombra terrena del personaggio, sia quello di Montalbano sia quello di Camilleri. Ma la morte delle ombre, si sa, è una morte fittizia. Le pagine bianche servono per ingannare, dietro di loro c'è il paradiso dei fantasmi. Illuminati dal bianco sole di Sicilia, così splendente da offuscare persino l'Eternità.

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