È morto Ugo Mazzia, lavorò con Zen Circus e One Dimensional: aveva 58 anni
È scomparso nelle scorse ore dopo una lunga malattia Ugo Mazzia, storica figura nell'universo indie italiano, manager di band come gli Zen Circus, gli One Dimensional Man (come frontman Pierpaolo Capovilla), ma anche i Parsec e più recentemente la band electro-pop piemontese Lo Straniero. L'uomo, classe 1968 proveniente da Torino, fu anche stage manager di alcuni festival, tra cui le prime 10 edizioni del MI AMI.
È stato manager dei One Dimensional Man e degli Zen Circus
Tra gli esperimenti più importanti nella sua storia da manager c'è sicuramente la nascita dei One Dimensional Man, la band formata inizialmente da Pierpaolo Capovilla e Massimo Sartor, a cui si aggiungerà qualche tempo dopo il batterista Dario Perissutti. Reduce dall'esperienza con i Fluxus, Mazzia accompagnerà la band nella produzione e nella promozione del primo disco omonimo. La band suonerà anche sui palchi europei, tra il 1997 e il 1998, spostandosi tra Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia.
In quegli anni, la band aprirà gruppi come i Blonde Redhead, The Cows e i Kepone. Dopo l'addio del batterista Dario Perissutti dagli One Dimensional Man, Mazzia divenne in seguito manager degli Zen Circus, storica formazione della scena pisana, dopo esser stato tour manager per oltre una 50ina di date tra gennaio e settembre 2014. Negli ultimi 10 anni, l'uomo ha collaborato con i Nadàr Solo dal 2014 e più recentemente con Lo Straniero.
La band piemontese, come raccontano nella loro intervista, ha incontrato per la prima volta Mazzia grazie a un messaggio privato mandatogli dal manager. Una proposta arrivata dopo aver letto di un loro concerto online, ma soprattutto dopo aver scoperto la loro musica sul web. Lo Straniero lo accreditano anche come responsabile del booking e management nel loro album d'esordio nel 2016, mentre l'anno precedente, nel 2015, i Parsec lo ringraziavano nei credit dell'album "Sulla Notte".
Sui social si inseguono i ricordi che lo raccontano come una delle persone più competenti e divertenti del circuito. Emiliano Colasanti, fondatore della 42 Records, dice: "Vera leggenda della scena indipendente italiana. Ogni ricordo che ho con lui è fatto di immagini sfocate e decisamente mosse: serate tristissime diventate epiche, altre davvero memorabili, bestemmie molto creative, insulti e gesti folli. Era un lavoratore, a modo suo, ma lavoratore vero".