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4 Luglio 2014
12:56

È morto Giorgio Faletti: un artista camaleontico

È morto oggi a Torino all’età di 63 anni lo scrittore, attore, cantante e sceneggiatore Giorgio Faletti. Nella sua lunga carriera è passato dalla musica, al teatro, alla letteratura, ambito in cui ha riscosso un successo strepitoso con romanzi come “Io uccido” che ha venduto oltre 4 milioni di copie.
A cura di Andrea Esposito
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Giorgio Faletti scrittore, attore, cantante, paroliere, compositore e sceneggiatore italiano (nato ad Asti nel 1950) è morto oggi a Torino all’età di 63 anni dopo una lunga malattia. Proprio l’aggravarsi delle sue condizioni di salute (Faletti fu colpito nel 2002 da un  ictus),  lo avevano costretto, appena poche settimane fa, ad annullare la tournée del suo spettacolo con questa breve lettera ai fan, il cui tono, alla luce della sua prematura scomparsa, si fa davvero struggente:

Cari amici,
purtroppo a volte l’età, portatrice di acciacchi, è nemica della gioia.
Ho dovuto a malincuore rinunciare alla pur breve tournée per motivi di salute legati principalmente alle condizioni precarie della mia schiena, che mi impedisce di sostenere la durata dello spettacolo.
Mi piange davvero il cuore perché incontrare degli amici come voi è ogni volta un piccolo prodigio che si ripete e che ogni volta mi inorgoglisce e mi commuove.
Un abbraccio di cuore.”

Giorgio

Faletti era un’artista che definire poliedrico suonerebbe subito di maniera, poiché probabilmente egli era qualcosa di più. Faletti, infatti, proveniva da quel serbatoio di creatività che è stato il Derby di Milano dove, negli anni settanta, ha mosso i suoi primi passi sul palcoscenico insieme ad artisti come Abatantuono, Teocoli, Boldi, ma anche Paolo Rossi e Iacchetti.

Nel corso della sua lunga carriera, anche alla luce di una scomparsa piuttosto prematura, Faletti è stato in grado di imporsi e di riscuotere un notevole successo in ambiti davvero apparentemente diversi: dalla comicità in tv, con Gaspare e Zuzzurro, con Pippo Baudo e Marisa Laurito ai tempi di “Fantastico”; come cantante, ricordiamo le sue partecipazioni al Festival di Sanremo: la prima, nel 1992, al fianco di Orietta Berti, con la canzone “Rumba di Tango”; e soprattutto nel 1994 quando con “Signor Tenente”, canzone ispirata alla strage di Capaci, ottenne il secondo posto e il Premio della Critica. Ma poi è stato autore di canzoni per Fiordaliso, per Mina…

In seguito, non dimentico delle sue origini di attore comico pubblica con una casa editrice importante come Baldini e Castoldi il libro “Porco mondo che ciò sotto i piedi” in cui racconta le avventure di uno dei suoi più celebri personaggi: Vito Catozzo.

Molte sono anche le sue sortite teatrali in cui fonde umorismo e canzone d’autore, ma la vera svolta della sua carriera avviene nel 2002 quando Faletti stupisce pubblico e critica con il suo primo romanzo thriller: “Io uccido”, caso editoriale dell’anno che vende, principalmente grazie al passa parola, la bellezza di 4 milioni di copie! Prosegue la sua attività di scrittore, e nel 2004 pubblica un altro romanzo che sbanca per numero di copie vendute dal titolo, “Niente di vero tranne gli occhi”. Tale è il riconoscimento che nel 2005 il Presidente della Repubblica gli conferisce il Premio De Sica per la Letteratura.

Negli ultimi anni Faletti si è diviso tra letteratura e qualche sortita cinematografica, ricordiamo per esempio la partecipazione a film come “Cemento armato”, “Baaria” e “Il sorteggio”. Tra i romanzi recenti, “Io sono Dio” (2009), “Appunti di un venditore di donne” (2010) e l’ultimo “Tre atti e due tempi” (2011), romanzo ambientato nel mondo del calcio.

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