30 Marzo 2015
14:20

Chi è Georges Aperghis? Ritratto del Leone d’oro 2015 per la Musica

Il direttore di Biennale Musica, Ivan Fedele, annuncia il Leone d’oro 2015. Si tratta del compositore Georges Aperghis. Ecco un approfondimento sulla figura eclettica e complessa del musicista greco.
A cura di Luca Iavarone

L'ultimo Leone d'oro del quadriennio di direzione artistica affidata a Ivan Fedele per la Biennale Musica è assegnato a Georges Aperghis. In un'ottica aperta e "onnicomprensiva", il direttore Fedele aveva già scelto di premiare Steve Reich (guarda qui l'intervista), Sofia Gubajdulina (guarda qui l'intervista) e Pierre Boulez.

Biografia di Georges Aperghis

Aperghis comincia la sua carriera da pittore e solo successivamente si avvicina alla musica contemporanea, indagando dapprima la serialità e costruendosi via via il suo stile personalissimo ed eclettico. Ad Atene, quasi del tutto autodidatta, era venuto a contatto con la musica solo grazie ad alcune lezioni occasionali di pianoforte impartitegli da un amico di famiglia. Georges conosceva a stento le avanguardie europee, e aveva ascoltato solo alcuni brani di Arnold Schoenberg , Béla Bartók e Igor Stravinsky. Giunto a Parigi nel 1963, dopo aver abbandonato la pittura, si avvicina alla musica concreta di Pierre Schaeffer e Pierre Henry, portando con sé il bagaglio della ricerca di Iannis Xenakis, a cui per primo si ispira negli studi iniziali ("Antistixis", per tre quartetti d'archi, "Anakroussis" per sette strumenti e "Bis" per due orchestre). Dal 1970 è alla ricerca di un linguaggio più personale. Comincia così a gravitare intorno alla poetica di John Cage,Mauricio Kagel e si appassiona al teatro grazie a sua moglie, l'attrice Edith Scob. Nel 1971 compone "La tragique histoire du nécromancien Hieronimo et de son miroir ", per due voci di donna, luito e violoncello. Questo si configura come il suo primo approccio al teatro musicale, già da subito pienamente improntato al rapporto tra musica e testo , e alla centralità di quest'ultimo.  Per il Festival di Avignone, compone "La tragique histoire …" (1971), "Vesper" (1972), "Pandaemonium" (1973), e la sua prima opera "Histoire de loups" (1976).

L'ATEM, la musica da camera e le opere

Dall'anno successivo la sua poetica si divarica, abbracciando tre grandi filoni: spettacoli teatrali, musica da camera e sinfonica, opera lirica. Fonda nel '76 l'Atelier Théâtre et Musique (ATEM), con sede prima nel sobborgo di Bagnolet poi a Nanterre, e con ciò cambia radicalmente il suo approccio compositivo. Gli spettacoli prevedono la presenza di musicisti (come Jean-Pierre Drouet ) e attori (come Michael Lonsdale ) e vengono assemblati in un lungo e faticoso processo di prove. Gli eventi quotidiani, in essi vengono trasposti in un universo poetico, assurdo e satirico. Si coniugano voce, strumenti musicali, movimento e testo, oltre ogni gerarchia teatrale prestabilita.  Tantissimi gli spettacoli prodotti con l'ATEM. Tra gli altri: "Tra La bouteille à la mer" (1976), "Conversations" (1985), "Enumerazioni" (1988), "Jojo" (1990), "H, litanie musicale et égalitaire" (1992 ). Secondo amore di Aperghis è la musica suonata, da camera od orchestrale. Molti i suoi brani per strumento solista, ispirati da esecutori specifici, composti con attitudine performativa e teatrale. La scrittura determina tutto nei suoi lavori, forgiati su complessità ritmiche, registri estremi, grandi gamme dinamiche e virtuosismi e accostamenti inediti di voce e strumento, archi e percussioni, suono e rumore. La sua terza passione è, ovviamente, l'opera, nella quale la parola fa da padrona quale elemento unificante e vitale. Più di sei le opere al suo attivo: "Pandaemonium" (1973) tratto da Jules Verne, "Jacques le fataliste" (1974) da Diderot, "Histoire de loups" ( 1976) da Freud, "Je vous dis que je suis mort" (1978) da Edgar Allan Poe, "Liebestod" (1981) da Goethe e  "L'Echarpe rouge" (1984) da Alain Badiou e una versione di "Tristi Tropici"  di Lévi-Strauss.

Stile e poetica

Compositore estremamente prolifico, Georges Aperghis ha firmato più di 100 lavori, dal segno personale e di difficile classificazione. L'umorismo è una delle sue maggiori caratteristiche, unito alla competenza per la scrittura strumentistica e vocale e alla godibilità musicale e visiva. La sua ricerca è improntata alla realizzazione di una musica "totale" e sincretica e sinestetica. La scrittura è disseminata di grandi velocità, ripetizioni e materiale che si costruisce per accumulo. La ricerca sulla tensione ritmica attraversa tutta la sua opera. L'esperimento e la provocazione sono le linee guida del suo approccio musicale.

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