Dal 2004 ogni 10 febbraio nel nostro Paese si celebra il Giorno del ricordo dedicato al massacro delle Foibe, come stabilisce una legge dello Stato italiano, per rendere onore alle oltre diecimila vittime di nazionalità italiane che tra il 1943 e il 1947 furono massacrate, in quanto "fasciste", per volere del presidente jugoslavo Tito: "La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale."

Foibe: i 5 libri da leggere sul massacro degli italiani in Istria

Per quanti vogliano capire qualcosa di più su questa giornata, comprendere come è potuto accadere, in cosa sono consistiti gli eccidi messi a punto nel Nord Est italiano dagli jugoslavi a cavallo della Seconda guerra mondiale, comprendere i silenzi che per decenni hanno accompagnato questi massacri, ma anche le questioni che rendono la memoria della Giornata del ricordo ancora dibattuta e non del tutto condivisa (il sentimento nazionalista che dal 2004 accompagna questa ricorrenza, in una sorta di penoso derby con la Giornata della memoria): ecco una lista di 5 libri da leggere che raccontano, in modo diretto o indiretto, le foibe.

Sopravvissuti e dimenticati di Marco Girardo

Il testo di Marco Girardo "Sopravvissuti e dimenticati" (edizioni Paoline, con prefazione di Walter Veltroni) prende in considerazione due eventi storici riconducibili alla seconda guerra mondiale e all'immediato dopoguerra:-la sparizione nelle foibe di circa 5000 persone per mano dei partigiani jugoslavi, l'esodo verso l'Italia di circa trecentomila persone che vivevano in Istria e la Dalmazia quando queste regioni, alla fine della guerra, furono assegnate alla Jugoslavia. Con interviste ad alcuni testimoni diretti.

Palacinche. Storia di un esule fiumana di Caterina Sansone e Alessandro Tota

Nel corso del Novecento Fiume è stata una città austro-ungarica con forte presenza italiana, poi territorio libero, poi italiana, jugoslava, ed é oggi croata, col nome di Rijeka, che semplicemente significa Fiume ma in un’altra lingua. Caterina Sansone, fotografa, insieme ad Alessandro Tota, autore di fumetti, intraprende un lungo viaggio a ritroso sulle tracce di sua madre Elena per realizzare "Palacinche. Storia di un esule fiumana" (Fandango Libri) di Caterina Sansone e Alessandro Tota. La fuga dalla Jugoslavia con la sua famiglia, quando era solo una bambina, la vita nelle baracche, nei campi profughi allestiti dal nord al sud della penisola, la conquista di una casa e dell’integrazione, l’arrivo del benessere.

Foibe di Raoul Pupo e Roberto Spazzali

Gli storici Raoul Pupo e Roberto Spazzali sono stati fra i protagonisti del rinnovamento degli studi sul problema delle foibe avvenuto a partire dalla fine degli anni ottanta. Con il loro libro "Foibe" (Bruno Mondadori) hanno messo a punto un corpus che raccoglie la documentazione necessaria al lettore per comprendere autonomamente i fatti e orientarsi nelle varie interpretazioni storiografiche. Oltre a un'importante appendice, “I luoghi della memoria”, con all'interno una mappa dettagliata delle foibe, dove si trovano, come raggiungerle.

Ma già prima di giugno di Patrizia Rinaldi

La scrittrice partenopea Patrizia Rinaldi, autrice di libri per ragazzi, graphic novel, una saga di gialli, è anche autrice di questo romanzo poetica e denso di racconti e memorie. Protagoniste di "Ma già prima di giugno" (Edizioni E/O) sono una madre e una figlia. Maria Antonia ha affrontato lutti e miseria, è fuggita come profuga da Spalato, ha perso un marito nelle Foibe e ha visto i fratelli condannati ai campi di lavoro.

Mauro Covacich, La città interiore

Sempre in chiave romanzesca, l'ultimo romanzo che vogliamo presentarvi è "La città interiore" del grande scrittore triestino Mauro Covacich, autore nel 2017 de "La città interiore" (La nave di Teseo, 2017), che racconta una città – Trieste – in cui si specchia l'intero Novecento: "Noi abbiamo avuto tutto: il crematorio di San Sabba, le foibe, la riforma psichiatrica di Basaglia, la Zona A e B. Trieste è il corpo vivo del Novecento. Ma tutto questo è stato rimosso, perché non rientra nel cosiddetto storytelling, nella narrazione principale della città finis Austriae".