"L'ingegner Bruno Santoro ha rassegnato spontaneamente le proprie dimissioni dalla Commissione ispettiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che opera per individuare le cause del crollo del Ponte Morandi". E' questo quanto comunica in una nota il Mit. Lo fa aggiungendo anche i ringraziamenti a Santoro "per la sensibilità e la professionalità dimostrate" e precisando che "appena dal 23 marzo scorso Santoro è dirigente della Divisione 1 (Vigilanza tecnica e operativa della rete autostradale in concessione) della Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali". Nel comunicato è precisato ancora che "presso tale divisione egli non ebbe competenza alcuna sul progetto di manutenzione straordinaria presentato da Autostrade per il Ponte Morandi".

Il nome di Bruno Santoro era finito nei giorni scorsi nel registro degli indagati insieme a quelli di altre 20 persone per disastro colposo, omicidio colposo plurimo e omicidio stradale. Un evidente conflitto di interessi, dunque, che rischiava di minare la credibilità dell’organismo che nelle intenzioni dichiarate proprio dal ministro Danilo Toninelli deve "accertare le cause del disastro". Nello stesso comunicato che ne annuncia le dimissioni,  in relazione, poi, alle cosiddette "consulenze" per Aspi, si fa notare che i collaudi delle opere in concessione vengono regolarmente effettuati dalle strutture del concedente a spese del concessionario. E si conferma che gli incarichi dell’ingegner Santoro sono stati debitamente autorizzati anni fa dall’amministrazione, all’epoca in cui Santoro era in servizio presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Intanto, il vicepremier Luigi Di Maio, in diretta Facebook da Bari conferma la revoca delle concessioni e annuncia "un'altra brutta sorpresa nei prossimi giorni per Autostrade: il ponte lo deve ricostruire un'azienda pubblica come Fincantieri, non lo faccio ricostruire a chi lo fa crollare". Il ministro Toninelli, invece, fa sapere di aver avviato una mappatura delle criticità esistenti nelle infrastrutture di tutta Italia. "Stiamo creando una task force di tecnici che sia in grado di valutare i rischi e intervenire dove necessario, penso ad esempio allo stato in cui si trovano la A24 e la A25, su cui interverremo. Abbiamo anche finanziato con 35 milioni di euro interventi su 9 ponti pericolanti sul Po, e puntiamo a stanziare altri soldi per metterne in sicurezza altri 32".