Secondo Autostrade per l'Italia non era una lettera di allarme e serviva solo a sollecitare l'approvazione del progetto di miglioramento del viadotto Polcevera, ma la missiva inviata dal gruppo industriale al Ministero già nel febbraio scorso avvertiva senza dubbio che al ponte Morandi di Genova, poi crollato il 14 agosto facendo 43 vittime, servivano interventi urgenti per allungarne la vita utile. La missiva, datata 28 febbraio 2018 e firmata dal direttore delle manutenzioni di Autostrade Michele Donferri Mitelli, avvertiva sia il dicastero  che il provveditorato ai lavori pubblici del ritardo che si stava accumulando nell'approvazione del rinforzo del ponte Morandi. In particolare,  secondo il settimanale l'Espresso che ha pubblicato il documento, si chiedeva espressamente di velocizzare l'iter per garantire "l'incremento di sicurezza necessario sul viadotto Polcevera".

L'Espresso sottolinea che "finora si sapeva che gli uffici coinvolti fossero al corrente soltanto del degrado della struttura, a cominciare dai tiranti consumati dalla corrosione del venti per cento. Ma nessun documento dimostrava che ingegneri e funzionari fossero consapevoli del pericolo, che ogni giorno e ogni notte decine di migliaia di automobilisti e camionisti stavano correndo". Del resto nella lettera, la seconda di cinque scritte al ministero tra il 6 febbraio e il 13 aprile 2018, Mitelli scrive: "Vista l'importanza strategica dell'opera e la natura dell'intervento e tenuto conto che il completamento delle procedure di affidamento può essere stimato in 13-15 mesi, si ritiene, in considerazione del protrarsi dei tempi di approvazione, che l'intervento non possa essere in esecuzione prima del secondo semestre 2019 o inizio 2020. Tale circostanza comporterebbe una serie di ripercussioni sia per la pianificazione economica che per l'incremento di sicurezza necessario sul viadotto Polcevera. Per quanto sopra, Vi preghiamo di portare avanti l'iter autorizzativo quanto prima".

Autostrade: "Era un semplice sollecito non un allarme"

Autostrade per l'Italia però dal suo canto evidenzia che si tratta di "una ordinaria comunicazione con cui la competente direzione del Ministero delle Infrastrutture viene sollecitata per l'approvazione del progetto di miglioramento delle caratteristiche strutturali del viadotto Polcevera, per il quale era già stato prodotto il parere favorevole da parte del Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche, tenuto conto che il tempo di approvazione da parte del Ministero si stava protraendo oltre il termine dei 90 giorni". "Il progetto aveva l'obiettivo di migliorare la vita utile dell'infrastruttura. Risulta, quindi, assolutamente fuorviante e non veritiera l'interpretazione del settimanale secondo cui si sarebbe trattato di una "lettera d'allarme" che metteva in guardia sulla "non sicurezza" del viadotto" tengono a precisare  dal gruppo autostrade

Intanto, come rivela il Corriere del Sera, due mesi prima della tragedia il ministero approvò i lavori di  rinforzo agli stralli del Ponte Morandi di Genova, dando il via alla gara di appalto per 20 milioni di euro. Lavori che servivano "per sopperire alla progressiva perdita di funzionalità relativa alle pile 9 e 10 del Polcevera", proprio una di quelle crollata il 14 agosto. Come sottolinea lo stesso quotidiano, in realtà l’ok del ministero, vincolante per iniziare l’intervento strutturale, è arrivato solo dopo che la macchina per la sistemazione del ponte, con la preselezione delle imprese da parte di Autostrade, era già partita  a conferma di una urgenza reale nota.