Tragedia a Genova. Questa mattina, intorno alle ore 11.30, il ponte autostradale della A10, detto anche Ponte Morandi dal nome dell'ingegnere che lo progettò, è crollato e piombato sul letto del torrente Polcevera, nella zona compresa tra i quartieri di Sanpierdarena e Cornigliano. Stando alle informazioni diramate ufficialmente finora, i morti accertati sarebbero 32 ma proseguono le operazioni di soccorso nella zona. Al momento del crollo, numerose auto stavano transitando nel tratto di ponte che ha improvvisamente ceduto: si parla di circa 25 vetture e almeno 3 automezzi pesanti, molti dei quali sono rimasti schiacciati dalle macerie della struttura e sono caduti da un'altezza di circa 70 metri.

Ci sarebbero anche dei sopravvissuti: una mamma e sua figlia sono state estratte vive dalle macerie dai soccorsi. Secondo le prime indiscrezioni, al momento del crollo del Ponte Morandi su Genova si stava abbattendo un violento nubifragio e il ponte sarebbe crollato a causa di un cedimento strutturale, ma questa circostanza è ancora da chiarire.

"La dimensione è epocale, decine di morti tra chi è precipitato dal viadotto chi è rimasto incastrato sotto le macerie. I vigili del fuoco insieme ai sanitari stanno tirando fuori i pazienti, qualcuno è già arrivato negli ospedali di Genova. Abbiamo l'appoggio pieno di Lombardia e Piemonte, tutti gli ospedali sono a disposizione. Siamo lavorando ma in questo momento non abbiamo ancora la dimensione piena del problema", ha dichiarato Francesco Bermano, direttore del 118 di Genova.

Il Ponte Morandi da sempre è uno dei simboli della città di Genova, ma è stato al centro anche di accesissime polemiche a causa delle precarie condizioni strutturali. Da tenpo, infatti, ad esempio, l'ingegner Antonio Brencich, docente all’Università di Genova, definiva l'opera un vero e proprio fallimento dell'ingegneria e sottolineava inoltre che "già alla fine degli anni Novanta i costi della manutenzione del ponte avevano superato i costi di costruzione".