Il vicepremier Matteo Salvini in diretta a ‘In mezz'ora', ospite di Lucia Annunziata, commenta la strage della discoteca di Corinaldo: "Da papà dico il 99% dei locali è gestito da persone perbene, con intelligenza e non vi entrano né pasticche né droghe. Stanotte lo Stato ne ha sigillati due in Campania. Se ognuno fa con coscienza il suo lavoro…se l'avidità prevale non si può con decreto mettere fuori legge l'avidità". Al momento ci sono ancora 7 ragazzi in codice rosso, "grazie anche al lavoro di medici e infermieri", sottolinea il vicepremier.

E aggiunge: "Lascio che carabinieri, polizia e magistrati facciano il loro lavoro come stanno facendo dalle 2 di notte di ieri. La sala che ho voluto toccare con mano aveva una capienza di 469 posti. Una sola persona in più sarebbe mancato rispetto della legge. I pochi delinquenti che non rispettano la legge non devono cavarsela con 18 mila euro di multa. Non devono riaprire più. Stanno approfondendo, è probabile ci fossero più persone del previsto. Con sei morti la parola idiota non è sufficiente. Ma qualcuno ha usato a sproposito uno spray da difesa ha portato una mamma a non tornare dai suoi quattro figli".

Dopo le polemiche dei giorni scorsi con il pm di Torino Spataro, per via del tweet in cui il titolare del Viminale dava notizie su un'indagine ai danni della mafia nigeriana, la giornalista gli chiede se non sia eccessivo il ricorso continuo ai post sui social network: "Io diffondo dati che mi vengono dagli uffici, ritengo non mio diritto ma mio dovere, da dipendente pubblico il cui stipendio viene pagato dallo Stato, informare il pubblico su come impiego il mio tempo, partendo da dati reali che mi vengono da un efficientissima rete interna. Quando le indagini sono in corso, prima di diffondere notizie aspetto. Ho la fortuna di avere informazioni su tutte le indagini che vengono fatte, ritengo anche bello informare gli italiani su cosa fanno i vigili del fuoco, i carabinieri. Nel caso di Corinaldo sei morti non sono vittime solo della fatalità".

"Ha perdonato Spataro?", gli domanda la Annunziata. "La vita è troppo corta per pensare a queste cose". Il ministro degli Interni rivenfica il successo della manifestazione della Lega di ieri: "Piazza del Popolo è il risultato di un percorso. Rimango quello che ero prima di essere ministro. Penso che gli italiani ci stiano premiando per la coerenza e perché passiamo dalle parole ai fatti".

Riguardo alla manovra 2019 spiega: "Quello che di buono abbiamo fatto in 6 mesi lo abbiamo fatto perché c'è una squadra, riconosco i meriti e la coerenza di Conte e Di Maio. Le sfide dei prossimi mesi sono difficili vanno superate le divisioni. Quanto al rapporto con l'Ue: noi esercitiamo il buonsenso ma se a Bruxelles mi mettono le dita negli occhi è un tentativo di indebolire l'Italia: vogliamo vedere in Italia scene sul modello di Parigi? No, noi vogliamo prevenire questo. La manovra cerca di essere equilibrata mi rifiuto di pensare che per uno 0, Bruxelles mandi sanzioni e altro". E ancora: "Le persone che incontro per strada non mi chiedono del 2,4% o del 2,5%, mi chiedono di lavoro, di pensioni, di cose concrete. Ridurre le tasse alle partite Iva è giusto, non è un ghiribizzo di Salvini". 

Salvini precisa ancora una volta che l'Italia non ha in programma un'uscita dall'Ue: "Vogliamo stare dentro e cambiare le regole dell'Ue che colpiscono tanti, è come un'assemblea di condominio. Io non sfascio il condominio ma cambio l'amministratore". Il ministro chiarisce che l'esecutivo giallo-verde non è interessato a introdurre una patrimoniale: "Gli italiani sono dei risparmiatori incredibili: io non vorrei che qualcuno voglia mettere mano sul risparmio e le case degli italiani mettendo una patrimoniale. Se qualcuno ti impone le sanzioni allora ti viene da dire metti la patrimoniale. Ma questa è la cosa più lontana dall'idea della Lega, ed è così anche per gli alleati di governo". A proposito dell'ecotassa, proposta dal M5S, ribadisce: "Tartassare chi ha auto a benzina e diesel non esiste: l'auto in Italia è già ipertassata senza inventarsi nuove tasse".

Matteo Salvini dice la sua anche sulle proteste dei ‘Gilet gialli' in Francia, senza risparmiare critiche al presidente francese: "Io dico no a qualsiasi genere di violenza, nel senso che quando prendi in mano una bottiglia incendiaria e la scagli contro un poliziotto non sei un rivoluzionario ma un cretino. Macron è stato visto come il campione dell'europeismo da mettere in contrasto a Salvini, e così ha fatto, sui migranti e altro. La storia è che se avesse pensato di più ai francesi e non all'Italia avrebbe meno problemi".