E' proseguita tutta la notte la caccia a Igor Vaclavic, l'uomo ricercato da una settimana e accusato di aver ucciso il barista di Budrio Davide Fabbri sabato scorso e in seguito anche Valerio Verri, guardia ecologica volontaria della provincia di Ferrara. Le ricerche sono in corso anche in queste ore e vengono effettuate tra le paludi e le boscaglie di un'ampia area tra le province di Ferrara, Ravenna e Bologna. Vaclavic sarebbe armato almeno con due pistole e una quarantina di munizioni.

Il presunto assassino è fuggito a bordo di un Fiat Fiorino abbandonato successivamente a Molinella, da dove ha proseguito poi a piedi: si tratta di un soggetto estremamente pericoloso e privo di scrupoli, tanto da non aver esitato a utilizzare le armi in suo possesso per almeno tre volte nell'ultima settimana, uccidendo – almeno secondo gli inquirenti – due persone e ferendone in modo grave un'altra, un agente di polizia provinciale al quale ha poi sottratto la pistola d'ordinanza.

La foto segnaletica di Vaclavic è nelle auto di polizia e carabinieri di tutta Italia ma è in un'ampia area emiliana che si stanno concentrando le ricerche, condotte con l'ausilio di uomini dei reparti speciali: sul posto sono stati spediti i militari del primo reggimento dei paracadutisti Tuscania,  dello squadrone eliportato da Vibo Valentia, e di 24 unità del gruppo intervento speciale pronti ad intervenire in qualsiasi situazione. Sono in atto inoltre controlli con un impiego di 150 carabinieri per turno. A dare man forte agli uomini sono stati poi spediti i cani molecolari, animali addestrati a fiutare tracce di esseri umani anche impercettibili. Il latitante – è l'opinione degli investigatori – potrebbe aver realizzato un nascondiglio nella palude, all'interno delle oasi naturalistiche di Marmorta e Campotto. Le ricerche tuttavia sono tutt'altro che facili, a causa – spiega il procuratore di Ferrara, Bruno Cherchi – "della situazione logistica dei luoghi, piena di case abbandonate, di arbusti, boscaglie, corsi d'acqua. Quindi anche l'attività dei carabinieri e dei reparti speciali  non è semplice, perché bisogna battere il territorio palmo a palmo, con le difficoltà anche soggettive di trovarsi di fronte ad una persona inseguita per fatti di rilevante gravità".