"Siamo d'accordo sulla sostanza, non sulle modalità". Lo ha detto il segretario di Stato Vaticano il cardinale Pietro Parolin a cui è stato chiesto di esprimere la sua posizione sul prossimo Congresso mondiale delle Famiglie. "Cattolici sfigati? Sono parole che noi non usiamo", ha aggiunto. L'espressione "la destra degli sfigati" è stata utilizzata dal vicepremier Luigi Di Maio, che ha dichiarato pubblicamente che nessuno del Movimento sarà presente al tredicesimo Congresso mondiale delle famiglie, che si svolgerà a Verona, dal 29 al 31 marzo.

Continuano quindi le polemiche: la kermesse divide il governo, con la Lega schierata in prima linea – parteciperà al fianco del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana anche il vicepremier Matteo Salvini – e con i pentastellati che invece hanno detto chiaramente che diserteranno l'evento, perché lo considerano un "ritorno al Medioevo", soprattutto per le tematiche che riguardano il ruolo della donna nella società.

Il senatore Simone Pillon, vicepresidente della Commissione parlamentare infanzia e adolescenza, capogruppo Lega in Commissione Giustizia, interpellato sulle dichiarazioni del cardinale Parolin ha detto: "Non commento le parole del cardinale Parolin, ha già introdotto il 12mo World Congress Families (WCF), è già stato ospite di questa realtà..".

"Io ci sarò convintamente a Verona – ha aggiunto – come ci saranno altri membri del governo. Saremo là per portare la bellezza della famiglia, delle mamme e dei papà, dei bambini e dei nonni che in questa Italia mandano avanti quasi esclusivamente la famiglia".

Il giallo del patrocinio

Nelle scorse settimane sul patrocinio e sul logo del governo concesso alla manifestazione è andato in scena un vero e proprio giallo: il simbolo della presidenza del Consiglio si trova ancora in bella mostra sul sito ufficiale e sulle locandine, anche se Palazzo Chigi ha annunciato che avrebbe ritirato il patrocinio, giudicando il convegno un'iniziativa autonoma del ministro Fontana. Il ministero della Famiglia ha però smentito la revoca. "Ad oggi continuiamo ad utilizzare il logo di Palazzo Chigi sul nostro sito, sulle brochure e sui manifesti perché non ci è arrivato alcun contro-ordine", hanno spiegato gli organizzatori.

Il boicottaggio degli albergatori

"Noi come i neri ai tempi della segregazione. Non solo non si doveva organizzare un Congresso sulle Famiglie ma i papà, le mamme e i bambini non devono avere ospitalità negli alberghi di Verona secondo la dittatura del pensiero unico, ragion per cui è iniziato il boicottaggio dei partner dell'iniziativa. Siamo arrivati alla denuncia alle autorità degli albergatori di Verona di telefonate e mail di minaccia e intimidazione", hanno denunciato in una nota Antonio Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente del Congresso.

"Ci dovremo sedere sui posti infondo negli autobus – proseguono gli organizzatori – o dovremo girare con segni di riconoscimento? La responsabilità di questo gioco al massacro è della politica, del M5s e del Pd che hanno deciso non solo di non partecipare ma di innescare questa moderna caccia alle streghe pro-family, avvelenando il clima e alimentando un odio folle. L'ultima novità è che 130 tra professori e ricercatori dell'Università di Verona hanno firmato contro il Congresso Mondiale delle Famiglie in nome del pluralismo, sì ma quale? La libertà di opinione ed espressione in Italia è gravemente sotto attacco".

"Come al tempo delle dittature – concludono – oggi chi ci vuole impedire di parlare vorrebbe che non avessimo alcun diritto. Subiamo una nuova ghettizzazione e i media ci bullizzano ridicolizzando i nostri temi. Siamo stati inondati di menzogne, fake news anche istituzionali, ma noi andiamo avanti per il bene delle famiglie". 

E il presidente dell'Associazione Albergatori di Confcommercio Verona Giulio Cavara ha confermato le intimidazioni subite da alcuni albergatori di Verona, ai quali sarebbe stato detto esplicitamente di non ospitare i relatori dell'evento: "Minacce che noi abbiamo decisamente respinto al mittente", ha detto Cavara, all'Ansa.

"Noi ospitiamo tutti i clienti che prenotano nei nostri alberghi – ha spiegato – senza alcun tipo di pregiudiziale. Noi svolgiamo il nostro lavoro in modo professionale con chiunque arriva nelle nostre strutture senza alcun tipo di ideologia, a prescindere dalle idee politiche, dalla religione, dalla razza".

Nei giorni scorsi, un comunicato dell'area vicina alla sinistra antagonista aveva invitato al boicottaggio degli alberghi che hanno siglato una convenzione con il Congresso delle famiglie, stilando anche una sorta di "black list" degli hotel. "Siamo pubblici esercenti – ha ribadito Cavara – diamo ospitalità a tutti e il tema della polemica, per quanto ci riguarda, è insignificante. Possiamo dire che si tratta di una fake gigantesca. Noi non abbiamo il potere di intervenire; gli ospiti del Congresso mondiale delle famiglie verranno trattati con i guanti bianchi nello stesso identico modo come tutti i nostri clienti".