La Reggia di Carditello, altro gioiello dei Borbone

La Reggia di Carditello è l'altro tesoro architettonico di Caserta lasciato nel degrado. La magione borbonica è stata saccheggiata di marmi e infissi, e fino a qualche anno fa era impossibile entrarci a causa dei rovi cresciuti incolti nel parco. Nel corso dell'ultimo secolo, la proprietà del luogo è passata da una mano all'altra molto spesso, ora è l'Ente di Bonifica del Volturno a detenerla. Ma l'Ente versa in una grave situazione debitoria, tanto che la Reggia di Carditello è stata messa all'asta. I precedenti sei tentativi vendere il bene sono andati deserti e la base d'asta di questo bene storico è scesa a 10 milioni di euro. Intanto, mentre all'esterno la situazione è stata migliorata dal volontariato di associazioni come Agenda 21 e Siti Reali, l'interno chiuso al pubblico rimane devastato.

Le telecamere di Fanpage.it sono entrate nelle aree chiuse al pubblico della Reggia di Carditello per testimoniare il livello della devastazione a cui è stato sottoposto questo gioiello architettonico. Quello che colpisce di più sono i locali totalmente distrutti e riempiti di spazzatura, addirittura abbiamo trovato il sediolino di un'automobile gettato accanto ai resti di un rogo. Su una parete notiamo adagiato un cartello che riporta il termine ultimo dei lavori di restaurazione del sito: 05 settembre 1998, a quasi quindici anni di distanza la situazione è ancora drammatica.

Un cartello riporta la data di ultimazione del restauro della Reggia di Carditello

La Reggia di Carditello è un'azienda agrituristica ante-litteram, qui i Borbone allevavano cavalli da corsa e producevano specialità locali come la mozzarella. I duemila ettari del bosco di San Tammaro circostanti alla magione erano adibiti a parco per la caccia e all'agricoltura pregiata. Progettato da Franccesco Collecini, allievo di Luigi Vanvitelli, il sito contiene una pista per le corse dei cavalli.

Il degrado della Reggia di Carditello

Cinque discariche legali circondano la Reggia di Carditello, che si trova proprio a pochi passi dall'area vasta di Maruzzella, Parco Saurino e Ferrandelle – siti di interesse nazionale da bonificare perché inquinati da tonnellate di rifiuti. Innumerevoli, le discariche illegali che costeggiano le strade di accesso alla Reggia. "Il restauro del sito costerebbe circa 12 milioni di euro" afferma l'architetto Eugenio Frollo dell'associazione Agenda 21.

La real Reggia di Carditello nel degrado

Carditello è un grande attrattore turistico, lo dimostrano le aperture straordinarie concesse dal tribunale che ora gestisce il bene. Arrivano non meno di duemila turisti per volta, con picchi che fanno registrare le diecimila presenze. Niente male, per un bene che fino a qualche anno fa era un rudere in rovina ai margini di grosse discariche inquinate.