Non c'è nessun accordo sulla Brexit. Il parlamento inglese nella serata di martedì infatti ha bocciato per la seconda volta lʼaccordo per l’uscita del Paese dall’Unione Europea. Dopo il voto negativo di metà gennaio, i parlamentari di Westminster hanno ribadito il loro no bocciando anche la nuova proposta avanzata dalla Premier Theresa May. I deputati a favore sono stati 242, quelli contrari 391. Lo scarto quindi è stato inferiore a quello precedente ma comunque grande e sufficiente a sancire l'ennesima sconfitta per il governo Tory. Inutile l'ultimo accorato appello della May alla Camera dei Comuni. "Se stasera non ci sarà l'approvazione, se questo accordo non sarà approvato, allora la Brexit potrebbe essere persa" aveva spiegato la leader dei conservatori. Contro di lei si sono schierati l'opposizione compatta guidata dal leader laburista Jeremy Corbyn ma anche molto membri del suo stesso partito. "Mi spiace profondamente, domani si voterà sull'uscita del Regno Unito dall'Europa senza accordo" ha commentato delusa la premier.

Dopo la decisione di martedì sera, infatti, ora i parlamentari britannici hanno di fronte un'altra votazione altrettanto importante. Nelle prossime ore saranno chiamati a decidere se abbandonare o no la Ue con il temuto No Deal, vale a dire una uscita del Regno Unito dall'Ue senza nessuna accordo di transizione con Bruxelles: una situazione che gli stessi britannici definiscono come una catastrofe. Significherebbe infatti la cessazione istantanea di tutti gli accordi di qualsiasi tipo con gli altri Paesi membri, con tutte le conseguenze del caso. Nella precedente occasione lo stesso Parlamento infatti ha detto no anche a questa ipotesi ed è probabile che andrà così anche stavolta.

Lo scenario più probabile quindi ora sembra quello dell'ennesimo rinvio della Brexit nella speranza di riuscire imbastire una nuova trattativa con Bruxelles che dal suo canto però sembra ferma sulle sue posizioni. Una opzione che però dovrà essere valutata sia dal parlamento britannico sia da parte dei leader europei. "L'accordo del governo è morto, è tempo di convocare elezioni politiche" ha dichiarato invece il leader dell'opposizione Jeremy Corbyn, confermando però di voler presentare alla Camera dei Comuni il suo piano per una Brexit alternativa più soft.