Continuano senza sosta le indagini sulla morte di Gianlorenzo Manchisi, il bimbo di 2 anni e mezzo morto dopo essere caduto da un carro durante la sfilata di Carnevale a Bologna lo scorso Martedì Grasso. Gli inquirenti sono al lavoro per cercare di capire se la tragedia poteva essere evitata o meno. Il procuratore, Giuseppe Amato, ha parlato di "evidenti situazioni di insidiosità" presenti sul carro a tema Masterchef della Proloco di Granarolo da cui è scivolato il piccolo. Il mezzo, ha continuato, "era caratterizzato dalla possibilità di uscita laterale per un corpo piccolo come quello di un bambino". Già sottoposto a sequestro subito dopo l'incidente, saranno accertate "le modalità di costruzione ed eventuali situazioni di pericolosità". Ma, per il momento, comunque non si sbilancia. "Se fosse a norma è da verificare, però il dato obiettivo è che la caduta del bambino dimostra che c’era questa possibilità. Tema diverso — aggiunge il magistrato — è il passaggio a livello della colpa. La casualità è una cosa, se c’è una colpa è un’altra, ma lo accerteranno le indagini".

Intanto, è stato comunicato che non sarà eseguita l'autopsia, ma solo una ispezione esterna sul corpo del piccolo, per cui i funerali, che si svolgeranno il prossimo 12 marzo alle 15:15 nella chiesa di S. Giuseppe Cottolengo in via Marzabotto 12 a Bologna. Per quella giornata è stato dichiarato anche il lutto cittadino. Intanto, sono ancora sotto choc i genitori e i fratelli, un ragazzo di 23 anni e una bimba di 11, del piccolo Gianlorenzo. Papà Giuseppe poco dopo il decesso del bambino all'ospedale Maggiore di Bologna aveva condiviso una foto su Facebook che lo immortalava nel suo vestito da Spiderman poco istanti prima dell'incidente. "Addio mio piccolo Power Ranger", ha scritto in un commovente messaggio, mentre la madre è già stata sentita dagli investigatori che stanno ricostruendo la dinamica di quanto accaduto. "Mi è scappato di mano", avrebbe confidato in ospedale.

Ma si tratta al momento solo di ipotesi, per cui il condizionale è d'obbligo. Secondo Paolo Castaldini, responsabile dei servizi tecnici della Curia di Bologna e organizzatore della manifestazione di Carnevale, "quando è salito sul carro il bimbo era in braccio alla mamma, perché da solo non sarebbe salito a quell'età. Io non voglio incolpare nessuno, ma se sei in braccio alla mamma non potevamo dire tu non sali", ha detto in un'intervista all'emittente E'tv. Si tratta di pezzi di un puzzle che l'indagine, aperta per omicidio colposo contro ignoti, dovrà cercare di mettere insieme.