yara gambirasio a chi l'ha visto foto con divisa

Si contano i giorni come fossero granelli di sabbia, infiniti e lenti. Oggi è il sesto, si cerca Yara Gambirasio ma di lei ancora nessuna traccia. Purtroppo. La famiglia è chiusa nel suo dolore, mentre Brembate di Sopra le si è stretto attorno nel tentativo di dare conforto e sostegno. Negli ultimi mesi troppe le ragazzine scomparse, chi volontariamente, chi per costrizione. Ed è proprio il non sapere, il sospettare, il pensare al peggio che angoscia gli animi e avvilisce le aspettative. Dov'è Yara?

Ieri, durante la diretta di Chi l'ha visto, si è parlato anche di lei, di questa ragazzina tredicenne appassionata solo di ginnastica ritmica e nulla più: amicizie si, ma non amori folli e travolgenti, capaci di turbarla al punto da lasciare anche la sua famiglia. No, Yara la descrivono tutti come un'adolescente determinata ma senza grilli per la testa, quindi si esclude la possibilità di una fuga organizzata.

Per il momento l'unica persona, che dice di averla intravista prima della sua scomparsa, è Enrico Tironi, 19enne dall'aria un po' distratta. A Chi l'ha visto, ieri, è stato mostrato il video in cui racconta la sua testimonianza: il ragazzo dice di aver notato Yara con due uomini adulti intorno alla trentina. Uno dei due aveva la pelle scura. Racconta anche di aver notato la ragazzina ridere ma soprattutto il suo abbigliamento, descritto nei minimi dettagli, come il riferimento alla magliettina azzurra che Yara indossava sotto il giubbotto nero. Ma come ha fatto Enrico a notarla?

Com'era prevedibile, si è scatenato un putiferio di telefonate, tutti a domandarsi come il ragazzo abbia potuto notare il dettaglio della shirt sotto il giubbino. Federica Sciarelli ha lasciato che a rispondere fosse l'inviato a Brembate, il quale spiega che molto probabilmente Enrico Tironi ha letto dell'abbigliamento di Yara su internet o sui giornali, prima che deponesse la sua testimonianza. Misteri anche in questo caso.

La cronaca ci insegna che non si può, e non si deve, sospettare di alcuno, almeno prima che lo facciano gli stessi inquirenti, ma il caso di Sarah Scazzi è ormai impresso nella memoria di tutti noi. Sono stati gli stessi familiari a negare di averla mai vista quel lontano 26 agosto, anche se in realtà non è stato così.