L'Antitrust italiano ha condannato la compagnia aerea easyJet a pagare entro trenta giorni 2,8 milioni di euro. Il motivo risiederebbe nell'attuazione di pratiche commerciali scorrette. Secondo l'ente, easyJet avrebbe cancellato poco prima della partenza i servizi di trasporto aereo dopo che, nel maggio del 2020, erano venuti meno i limiti alla circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi anti-Covid. EasyJet avrebbe quindi annullato alcuni voli motivando l'operazione con il verificarsi di "situazioni fuori dal controllo della compagnia". Ai passeggeri sarebbero state fornite informazioni poco dettagliate a riguardo.

Per questo motivo l'ente ha ritenuto che la condotta di easyJet non rispondesse al canone di diligenza professionale. La compagnia low-cost avrebbe procurato numerose cancellazioni di voli programmati con le limitazioni per i passeggeri. Avrebbe offerto poi voucher invece di procedere al rimborso del prezzo pagato per i biglietti annullati. I dati che la compagnia avrebbe fornito sui biglietti venduti poi invalidati nei mesi da giugno a ottobre metterebbero in luce un'alta concentrazione di ticket annullati per cancellazione del volo. Le motivazioni, secondo quanto riferisce l'Antitrust, non sarebbero mai state del tutto chiare.

"Speriamo, anche se abbiamo qualche dubbio, che la sanzione sia di esempio ad altre compagnie – ha dichiarato in una nota Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori – e speriamo che non siano registrate situazioni simili con la scusa dell'emergenza sanitaria". EasyJet replica e afferma di aver operato in maniera corretta "nel pieno rispetto delle leggi di volta in volta vigenti, pur con le difficoltà di un quadro normativo sempre diverso". La compagnia si è inoltre dichiarata in disaccordo con il provvedimento, ritenendolo del tutto infondato. Presenterà quindi ricorso.