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Omicidio Giulia Cecchettin

“Voglio vedere i miei genitori”: prima notte in carcere per Turetta, in infermeria per rischio lesionismo

Dopo l’estradizione, Filippo Turetta è rinchiuso nel carcere di Montorio a Verona con l’accusa di omicidio di Giulia Cecchettin. Qui ha trascorso la sua prima notte in cella all’interno del reparto di infermeria, come previsto in questi casi. Tra le prime richieste avanzate dal 22enne la possibilità di parlare con i genitori.
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A cura di Antonio Palma
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Omicidio Giulia Cecchettin

Prima notte in carcere per Filippo Turetta, il 22enne veneto accusato dell’omicidio della ex fidanzata Giulia Cecchettin e arrestato dopo una fuga in Germania durata oltre una settimana. Dopo l’estradizione, avvenuta ieri con un volo militare da Francoforte, il giovane è rinchiuso nel carcere di Montorio a Verona. Qui ha trascorso la sua prima notte in cella all’interno del reparto di infermeria, come previsto in questi casi. Qui probabilmente resterà alcuni giorni prima del trasferimento in una cella nel reparto protetti che non prevede alcun contatto con detenuti di altre tipologie di reati.

Un primo colloquio con lo psichiatra infatti ha confermato il rischio di autolesionismo e Turetta sarà un detenuto classificato “a grande sorveglianza” cioè sarà tenuto sotto osservazione per evitare che possa farsi del male. Al momento però è apparso “tranquillo", come ha spiegato la direttrice del carcere di Verona, e per lui non ci sarà l’isolamento. In cella andrà con un altro detenuto dopo un periodo in infermeria come la normale procedura prevista per tutti i nuovi detenuti.

La richiesta di Turetta: “Quando posso vedere i miei genitori?"

"È normale, tranquillo”, per Filippo Turetta “si stanno applicando tutte le procedure di cautela che si seguono con gli altri detenuti” ha spiegato infatti la direttrice del carcere di Verona, Francesca Gioieni. "Il ragazzo è disorientato ma in condizioni di salute accettabili. Ora è adeguatamente assistito e protetto in un carcere di grande sicurezza, anche dal punto di vista della sorveglianza contro eventuali situazioni che potrebbero degenerare" ha spiegato invece il suo legale di fiducia, l’avvocato Giovanni Caruso.

L’avvocato lo ha visto ma non ha potuto parlargli ma agli agenti Turetta avrebbe chiesto quando sarà possibile sentire e vedere i genitori, come riporta Repubblica. “Quando posso vedere i miei genitori?" avrebbe chiesto il 22enne agli agenti che gli illustravano le regole sulle visite, i colloqui e le telefonate in carcere.

L'avvocato Emanuele Compagna lascia la difesa di Turetta

Per Turetta saranno giorni interlocutori in vista dell’interrogatorio di garanzia programmato per martedì. La Gip Benedetta Vitolo lo interrogherà per capire se intende confermare l’ammissione fatta davanti ai poliziotti tedeschi ma Turetta potrebbe scegliere anche di restare in silenzio in base a una scelta difensiva. Il giovane infatti rischia che gli venga contestata anche la premeditazione dell’omicidio di Giuia Cecchettin.

Una difesa di cui non farà più parte l'avvocato Emanuele Compagna che ha rimesso l’incarico. "Con l'arrivo in Italia di Filippo Turetta considero concluso il mio incarico d'ufficio. Oggi, infatti, egli ha potuto nominare difensori di fiducia, tra cui anche me. Ho depositato, però, rinuncia nel pomeriggio a tale nomina. Fin dall'inizio avevo rappresentato ai genitori, che mi avevano espresso stima, l’opportunità di una nomina di fiducia, pertanto non vi è alcun legame con le polemiche che qualcuno ha sollevato recentemente. Resto umanamente vicino al dolore delle famiglie" ha spiegato il legale in una nota.

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