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Sono sempre loro e anche questa volta ci sono ricascati:  i Carabinieri Forestale della Procura di Crotone hanno eseguito il sequestro preventivo di quattro capannoni non ancora ultimati, costruiti sulla sommità della collina in località Reina a Crotone e  i titolari del permesso di costruire nonché committenti dei lavori che stanno dietro a questo (ennesimo) sfregio sono gli stessi fratelli Scalise (Armando, cl. 1959 e Salvatore Scalise, cl. 1968) che già nei mesi scorsi sono finiti nei guai per quell'agriturismo "con annesso piccolo magazzino" che stava diventando un villaggio turistico (e una colata di cemento) a Capo Colonna su un terreno vincolato da un inestimabile valore storico.

Nel caso del Marine Park Village (così avrebbe dovuto chiamarsi il complesso turistico alla Baia di Scifo) la Procura di Crotone era intervenuta nel febbraio dell'anno scorso sequestrando la struttura indagando sei persone (oltre ai fratelli Scalise c'è anche il soprintendente Mario Pagano, indagato per falso ideologico in atto pubblico) stamattina invece il Gip Michele Ciociola, su richiesta del pm Gaetano Bono, titolare delle indagini per la Procura di Crotone ha emesso l'ordinanza "per arrestare – ha dichiarato il Gip –  l’ennesimo tentativo di speculazione edilizia nel territorio crotonese: i quattro capannoni, formalmente ed apparentemente autorizzati per la lavorazione di prodotti agricoli, erano invece con grande probabilità destinati ad una futura trasformazione in tanti appartamenti con vista mozzafiato sul golfo di Crotone ed invidiabile ubicazione, da rivendere a fortunati e facoltosi acquirenti".

I lavori dei capannoni risultano fermi addirittura dal 2010 e anche in questo caso il reato contestato è di "lottizzazione abusiva compiuta con la complicità dei dirigenti comunali che nell’anno 2006 (con proroga nel 2010) hanno rilasciato un permesso di costruire omettendo di considerare che il progetto era privo del “piano di utilizzazione aziendale”, indispensabile per l’autorizzazione a nuove costruzioni in zona agricola”, come ha specificato la Procura. Per questo nel registro degli indagati, oltre ai fratelli Scalise, sono finiti anche il dirigente comunale Gaetano Stabile (responsabile del procedimento) e Sabino Domenico Vetta, dirigente del settore 4 “pianificazione e gestione del territorio” del Comune di Crotone insieme al Gioacchino Buonaccorsi (progettista) e Orlando Fantasia.

Chissà se Scalise anche in questo caso imperverserà sui giornali (e telegiornali) locali parlando di attacchi personali nei suoi confronti e additando misteriosi "pupazzi" o "burattini" come successe quando uscì la notizia del loro resort di Capo Colonna. Chissà se ora qualcuno dalle parti di Crotone avrà voglia di rivedere il proprio giudizio e chiedere le dovute spiegazioni agli Scalise che, nonostante continuino a dichiarasi innamorati della propria città e interessati solo al "portare lavoro e benessere", insistono nel considerare la bellezza del territorio un bene a loro completa disposizione.