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Il caso Lorys Stival

Veronica Panarello condannata per calunnia al suocero, aveva detto “Lui era con me”

Veronica Panarello, la donna già condannata e detenuta per aver ucciso il figlio Lorys Stival e cercato poi di fare sparire il suo corpicino quasi sette anni fa a Santa Croce Camerina, riconosciuto colpevole di calunnia nei confronti del suocero Andrea Stival che lei stessa aveva chiamato in causa come corresponsabile dell’omicidio del piccolo.
A cura di Antonio Palma
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Nuova condanna per Veronica Panarello, la donna già condannata e detenuta per aver ucciso il figlio Lorys Stival e cercato poi di fare sparire il suo corpicino quasi sette anni fa a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Il giudice monocratico del Tribunale di Ragusa, Elio Manenti, nelle scorse ore infatti ha riconosciuto la donna colpevole di calunnia nei confronti del suocero Andrea Stival che lei stessa aveva chiamato in causa come corresponsabile dell’omicidio del piccolo Lorys. Altre alla pena di  30 anni di carcere inflitta con sentenza definitiva per la morte del figlio, avvenuta  il 29 novembre del 2014, la donna ora deve scontare altre due 2 anni di reclusione.

Dopo un'ora e mezza di camera di consiglio, il giudice ha stabilito a suo carico anche il pagamento di 24mila euro di risarcimento danni a favore di Andrea Stival e condannato Veronica Panarello al pagamento delle spese processuali. Una sentenza che era stata richiesta sia dal pm che dalla parte civile alla luce delle risultanze investigative e processuali emerse dal processo principale sulla morte del piccolo Lorys. La posizione di Andrea Stival, nonno paterno del bimbo, infatti è stata archiviata dopo le prime accuse della donna visto che l'uomo è risultato assolutamente estraneo al delitto.

Veronica Panarello, che oggi ha seguito l'udienza finale in collegamento dal carcere di Novara dove è rinchiusa, aveva continuato ad accusare il suocero anche dopo la condanna definitiva e persino durante il processo per calunnia. "Lui era con me e c’erano due persone che lo avevano salutato. Perché non è stata mai analizzata questa cosa?" aveva ripetuto anche nell'aprile scorso durante la prima udienza del processo per calunnia, accusando gli inquirenti di aver ignorato alcune prove che lei stessa aveva fornito e che incastrerebbero l'uomo. Parole che hanno causato "Un danno inquantificabile perché hanno leso l’onorabilità di Andrea Stival con insinuazioni cavalcate anche da leoni da tastiera nei confronti dei quali ci sono procedimenti aperti" ha dichiarato il legale dell'uomo.

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