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13 Novembre 2022
14:00

Verona, genitori divorziano e firmano un contratto: “Mai parlar male uno dell’altro davanti ai figli”

Dopo il divorzio un uomo e una donna di Verona hanno sottoscritto contratto approvato dal Tribunale: i due hanno concordato, mettendolo nero su bianco, ogni dettaglio dell’educazione che intendono impartire ai figli.
A cura di Davide Falcioni
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La separazione dei genitori può essere un trauma per i figli, soprattutto se il distacco è accompagnato da continue liti e discussioni.

Per questo una coppia di Verona ha deciso di sottoscrivere un vero e proprio contratto approvato nientemeno che dal Tribunale: dopo il divorzio i due hanno concordato, mettendolo nero su bianco, ogni dettaglio dell'educazione che intendono impartire ai figli: dalla religione al pediatra, dalle feste di compleanno al proposito di evitare, davanti a loro, momenti di rabbia o battute irriverenti nei confronti dell'ex coniuge.

Come racconta il Corriere i due, entrambi medici quarantenni, hanno divorziato nel 2020, e da quel momento hanno cercato di gestire nel modo migliore la crescita dei figli, entrambi ancora bambini.

La cosa si è ben presto rivelata complicata quindi l'uomo ha presentato ricorso in tribunale chiedendo la modifica di alcune delle condizioni che erano state decise in sede di divorzio. In tribunale i due ex hanno compreso i rischi che correvano a impantanarsi in una guerra legale, di conseguenza con il via libera del giudice hanno deciso di affidarsi a due psicologi che li hanno aiutati a redarre un vero e proprio contratto di otto pagine, successivamente avvallato con decreto del tribunale civile.

Il patto impone alla mamma e al papà di essere collaborativi, condividendo con l'altro genitore tutte le informazioni riguardo alla scuola, la salute e la sicurezza dei figli. Vietato squalificare l'ex coniuge, e su questo aspetto il contratto è molto insistente: i bambini non devono mai ricevere informazioni denigranti, squalificanti o alienanti o assistere a comportamenti negativi di un genitore nei confronti dell'altro.

L'uomo e la donna hanno concordato sulle scuole da far frequentare ai figli e si sono vincolati a educarli alla religione cattolica facendo in modo che frequentino il catechismo parrocchiale e un'attività sportiva. Entrambi i genitori potranno andare agli eventi significativi per i figli: feste di compleanno coi compagni di scuola, saggi e manifestazioni sportive. Concordati anche gli aspetti relativi alla salute, compresi i medici e il dentista ai quali affidare la prole.

Insomma, non c'è aspetto che non venga trattato nel contratto. Secondo l'avvocato Barbara Lanza, responsabile veneto dell'Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia, si tratta di una piccola rivoluzione: "Il patto genitoriale nasce dalla considerazione che oramai i tribunali si stanno trasformando nel teatro dove mettere in scena tutte le frustrazioni e i litigi tra divorziati, che arrivano a discutere davanti al giudice per banalità come la festa di compleanno o il taglio di capelli del figlio". Circostanza che i due coniugi veneti hanno saggiamente voluto evitare mettendo nero su bianco gli impegni da rispettare.

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