"La settimana prossima avremo probabilmente i risultati del vaccino anti Coronavirus Sars-CoV-2 in fase più avanzata, che è quello di Oxford. Se questo vaccino che è in fase 3 darà risultati positivi, possiamo sperare – ma soltanto se darà risultati positivi – di avere le prime dosi entro quest'anno. Altrimenti tutto slitta al 2021″. A parlare è Walter Ricciardi, consigliere personale del Ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha fatto il punto sulla questione vaccino contro il Covid-19 durante un suo intervento questa mattina ad Agorà su Rai3. Per l'esperto, che è anche ordinario di Igiene generale e applicata alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università Cattolica di Roma, l'antidoto potrebbe arrivare a breve, ma tutto dipenderà da cosa accadrà nel corso della prossima settimana, anche perché la risalita della curva dei contagi che si sta registrando in Italia nelle ultime settimane preoccupa non poco istituzioni e cittadini.

Quando potrebbero arrivare le prime dosi del vaccino

Ricciardi nel suo intervento fa riferimento al vaccino di Oxford-AstraZeneca, di cui l'Ema, l'Agenzia europea del Farmaco, ha iniziato la scorsa settimana l'iter di approvazione con la fase cosiddetta di "rolling review". Nella sua realizzazione è coinvolta anche un'azienda italiana, l'Irbm di Pomezia. Nel caso arrivassero risultati positivi dalla Fase 3 della sperimentazione, "per l’Italia le dosi sarebbero due o tre milioni, insufficienti ma sarebbero comunque un inizio importante e andrebbero al personale sanitario, ai soggetti a rischio e a quelli di pubblica utilità", entro la fine del 2020 e l'inizio del 2021, aveva ancora sottolineato l'esperto ieri ad Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1. Tuttavia, dopo la momentanea sospensione della sperimentazione del mese scorso, l'atteso vaccino deve comunque affrontare un ritardo sulla tabella di marcia. Ma quello messo a punto dall'Università di Oxford non è l'unico vaccino arrivato in una fase avanzata di sperimentazione.

L'Ema e l'iter di approvazione del vaccino BioNTech

In Europa l’European Medicines Agency (EMA) ha infatti comunicato l’inizio del processo di autorizzazione anche per il vaccino anti-Covid dell'azienda tedesca BioNTech in collaborazione con Pfizer, denominato "BNT162b2". L'agenzia avvierà adesso la cosiddetta fase di "rolling-review" o "revisione progressiva", come si legge in una nota, proprio come per l'antidoto anti-Covid di Oxford-AstraZeneca. "L'inizio della revisione progressiva significa che il comitato ha iniziato a valutare il primo lotto di dati sul vaccino, che provengono da studi di laboratorio (dati non clinici). Questo non significa che si possa ancora giungere a una conclusione sulla sicurezza e l'efficacia del vaccino, poiché gran parte delle prove deve ancora essere sottoposta al comitato stesso", ha specificato l’Ema, sottolineando le stesse modalità che avevano riguardato il vaccino di AstraZeneca.

Negli Usa stop momentaneo alla sperimentazione Moderna e Pfizer

Dall'altra parte dell'oceano, invece, negli Stati Uniti, i due vaccini di ModernaPfizer, entrambi in fase 3 e sui quali anche il presidente Donald Trump aveva puntato tutte le speranza, hanno subito un momentaneo stop alla sperimentazione per "effetti avversi". Sembra infatti che cinque dei volontari che stanno partecipando alla sperimentazione (tre a quella del vaccino di Moderna, due a quella del vaccino di Pfizer) abbiano avuto "effetti collaterali", tra cui febbre alta, dolori muscolari, mal di testa e spossatezza, dopo essersi sottoposti all’inoculazione dei preparati. Le controindicazioni, racconta l’emittente americana Cnbc, sono durate appena un giorno, ma sono stati particolarmente gravi e debilitanti.