Mentre l'Italia supera la soglia di un milione di vaccinati covid, tra domenica e lunedì prossimi in molte regioni parte la somministrazione della seconda dose dell'antidoto al coronavirus. Ad essere richiamati per la nuova inoculazione saranno i primi vaccinati, quelli che alla fine di dicembre hanno partecipato al V-Day con i primissimi vaccini e quelli a cui l'antidoto al coronavirus è stato somministrato subito dopo. Si tratta nella stragrande maggioranza dei casi di personale ospedaliero in prima linea nella lotta al covid nei reparti di terapia intensiva che hanno ricevuto una delle oltre 9.750 dosi consegnate il 27 dicembre da Pfizer.

Vaccinoo per richiamo conservato il 30% delle dosi

Per molti di loro l'appuntamento era già stato prefissato fin da quel momento e anche per questo molte regioni hanno deciso per loro di conservare tra il 30 e il 40 per cento delle ultime dosi disponibili in modo da avere tutti i vaccini necessari al momento del bisogno e non allungare il periodo tra la prima somministrazione e il richiamo. Secondo gli stessi esperti Pfizer-BioNtech che hanno messo a punto il vaccino anticovid infatti è rischioso ritardare il richiamo dell'antidoto dopo le quattro settimane anche se la stessa Oms ha autorizzato ad aspettare fino a sei settimane in casi eccezionali.

L’intervallo tra prima e seconda dose del vaccino covid è di 21 giorni

Tutti gli sudi condotti finora hanno dimostrato infatti che l’efficacia massima del vaccino avviene solo dopo una settimana dalla seconda dose sia per quanto riguarda il vaccino Pfizer sia per quanto riguarda quello di Moderna. L’intervallo ottimale tra prima e seconda dose non va oltre i 21 giorni tra l’una e l’altra dose ma l’Oms ha aperto ala possibilità di sfruttare le prime dosi disponibili in base a due condizioni eccezionali che sono i problemi di fornitura e la situazione epidemiologica grave.

Consegne vaccini in calo

Per le regioni dunque il conservare le dosi è una scelta quasi obbligata per garantire il rispetto del calendario previsto visto che sono già in esaurimento in diverse aree le dosi a disposizione dei vari ospedali per le prime somministrazioni del vaccino Pfizer e la stessa casa farmaceutica ha fatto sapere che rallenterà nei prossimi giorni le sue spedizioni di fiale in tutta l'unione europea per poter adeguare i suoi impianti produttivi in modo da aumentare nel prossimo futuro le proprie capacità di produzione da 1,3 a 2 miliardi di dosi all’anno.

Quasi tutti hanno deciso di accantonare una parte delle ultime consegne proprio in vista  dei richiami della prossima settimana. Tra i primi richiamati per il vaccino anche il governatore della Campania De Luca che si era fatto vaccinare nel Vday con altre 720 persone in regione e che ora rilancia: "Campania prima regione covid free entro il dicembre 2021. Se avremo la disponibilità di 8milioni e 400mila vaccini, siamo in grado di raggiungere questi obiettivi". La Campania ha somministrato circa il 92% delle dosi dei vaccini consegnati, la percentuale maggiore.