Stop alle vaccinazioni con Vaxzevria (AstraZeneca) per militari e forze dell'ordine. Da oggi, giovedì 15 aprile, è infatti sospesa momentaneamente la somministrazione del siero realizzato dall'azienda anglo-svedese "fino a nuova disposizione" per effetto dell'ultima direttiva della struttura del commissario per l'emergenza Covid-19, il generale Figliuolo, che prevede per le vaccinazioni la procedura per fasce d'età e non più per attività lavorativa svolta. Stando a quanto riporta l'AdnKronos, che ha potuto visionare il documento relativo alla comunicazione, è precisato che le "dosi attualmente non utilizzate dovranno essere conservate e somministrate esclusivamente come seconda dose". Mentre si conferma "la prosecuzione delle attività di somministrazione dei vaccini Pfizer e Moderna limitatamente al personale sanitario e al personale a cui è stata già inoculata la prima dose".

In realtà, la decisione di sospendere temporaneamente la somministrazione del vaccino a militari e forze dell'ordine non è una novità. Già era stata annunciata nei giorni scorsi per gli insegnanti e il personale scolastico. Questo per via dei criteri che sono stati ridisegnati dal commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, che prediligono le fasce d'età per accelerare la protezione dei soggetti più fragili e a rischio di sviluppare la forma severa di Covid-19 piuttosto che le categorie produttive, e che dunque bloccano la somministrazione per quest'ultime tranne che per chi ha avuto la prima dose, che potrà di conseguenza completare il ciclo. Stop anche alle somministrazioni nelle carceri, a meno che non si tratti di persone over 60 o fragili.

A ciò si aggiunga che nei giorni scorsi, per altro, il Ministero della Salute ha diramato la circolare in cui si ribadisce che "il vaccino Vaxzevria è approvato a partire dai 18 anni di età, sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortalità da Covid-19 nelle fasce di età più avanzate, si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni".