Con la proroga del lockdown fino al 3 maggio, molti italiani iniziano a chiedersi cosa succederà quest’estate con l'emergenza Coronavirus ancora in corso. Non solo per la ripresa del lavoro a pieno ritmo, ma anche – guardando più avanti – in riferimento alle vacanze estive. È ancora presto per capire cosa avverrà in estate e organizzare da ora le ferie sembra un’utopia. Ma qualche elemento in questi giorni inizia a emergere. Quasi impossibile l’ipotesi di una vacanza all’estero: da una parte per il numero ridotti di voli e dall’altra per il divieto di ingresso e gli obblighi di quarantena in tanti Paesi. Più facile che il turismo si concentri in Italia, magari prediligendo luoghi più vicini alla propria casa. Con vacanze in macchina (meno partenze su bus e treni, probabilmente) e non solo spiagge, ma anche borghi e montagne. Probabilmente diminuiranno anche le presenze nelle grandi città, dove il sovraffollamento è più difficile da evitare, soprattutto in luoghi come i musei.

È ancora presto per prenotare

Prenotare oggi, come detto, è complicato. E anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, consiglia di “aspettare” prima di decidere cosa fare per le vacanze estive. Leggermente più ottimista il sottosegretario al Mibact, Lorenza Bonaccorsi, secondo cui la speranza di andare al mare quest’estate c’è. Si cercherà di consigliare vacanze di prossimità, più vicino rispetto alla propria città di residenza. Saranno probabilmente concessi gli spostamenti nelle seconde case, anche se fuori dalla propria Regione. Ma ci saranno regole precise e rigide da rispettare.

Le vacanze estive in spiaggia

Uno dei temi più discussi in questi giorni è quello delle vacanze in spiaggia. Non ci sono, per ora, indicazioni specifiche del governo, ma alcune Regioni hanno intanto autorizzato gli stabilimenti balneari a iniziare gli interventi di sanificazione e i lavori di manutenzione in vista dell’estate. Intanto si pensano varie misure: dalla riduzione del numero degli ombrelloni a una distanza molto più ampia tra di loro. Altra ipotesi è quella della prenotazione obbligatoria per accedere agli stabilimenti, in modo da contingentare le presenze. Altra idea è quella delle fasce orarie per gli anziani. In Romagna, invece, si è già parlato della possibilità di installare separatori di plexiglass entro cui dovranno restare le persone in spiaggia per evitare contatti.

Le alternative alla spiaggia: montagna e borghi

Andare in spiaggia, quindi, non sarà semplice e rispettare il distanziamento sociale sarà più complicato al mare che altrove. Per questo si potrebbe puntare molto su un altro tipo di turismo. Quello di prossimità, sicuramente. Ma, più in generale, un turismo concentrato su mete diverse: la montagna, i piccoli borghi, i paesi, le valli. L’Italia è piena di borghi e luoghi diversi dalle spiagge per le vacanze. E spesso si tratta di posti più vicini alla propria città di residenza, con la possibilità che sia minore l’affollamento rispetto alle spiagge prese d’assalto da tanti cittadini in fuga dopo l’isolamento forzato.

Il bonus per le vacanze in Italia

L’obiettivo del governo sarà quello di incentivare le vacanze in Italia. Intanto è stata garantita la possibilità di usufruire dei voucher per chi ha già prenotato una vacanza e non ha potuto usufruirne a causa delle limitazioni degli spostamenti. Il voucher salva-vacanza è stato introdotto a marzo e permette a chi ha già prenotato con tanto di caparra o saldo versati di rivolgersi alla struttura ricettiva comunicando di non poter andare a causa dei divieti. Deve comunicarlo entro 30 giorni, per poi aspettare che la struttura emetta un voucher di pari importo rispetto a quello versato da utilizzare entro un anno dalla sua emissione. È invece allo studio il buono vacanza: un bonus da spendere (o su cui avere poi delle detrazioni) per i turisti che rimarranno in Italia. È tutto ancora da stabilire, a partire dalla cifra che potrebbe essere di poche centinaia di euro per ogni famiglia e che potrebbe essere spesa in alberghi, ristoranti e altre strutture.