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18 Agosto 2022
09:42

Una ginocchiata allo sterno e due pugni al volto. Così Davide è stato ridotto in fin di vita

Il 22enne picchiato a Crotone per uno sguardo di troppo ad alcune ragazze. L’accusa della madre: “Se qualcuno di voi fosse intervenuto mio figlio non sarebbe in coma”
A cura di Biagio Chiariello
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Restano gravi, anzi gravissime, le condizioni di Davide Ferrerio, il 22enne bolognese pestato a Crotone giovedì sera da un coetaneo, ora indagato per lesioni e tentato omicidio. Il giovane è ricoverato in fin di vita all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro dove è arrivata anche la madre Giuseppina Orlando. Di fronte alla telecamere, la donna ha chiesto giustizia e il massimo della pena per l’aggressore di suo figlio. Nicolò Passalacqua – un 21enne senza dimora e senza precedenti penali, residente a Colleferro nel Lazio – è ora indagato per tentato omicidio.

Secondo quanto riportato nell'ordinanza di convalida di arresto dell'aggressore di Davide, i due si sarebbero incontrati nei pressi di via Esterna Firenze all'angolo con via Vittorio Veneto. Qui la vittima è stata inseguita e raggiunta, per poi essere bloccata e colpita da una ginocchiata allo sterno e due pugni al volto. A quel punto l'aggressore si sarebbe allontanato nonostante il 22enne versasse in fin di vita, priva di sensi, sul manto stradale, e al centro della via carrabile.

Il motivo dell’aggressione è che Davide avrebbe riservato uno sguardo di troppo a una delle due ragazze che era in compagnia dell’aggressore.

Subito la corsa in ospedale al codice rosso, dove ora è ricoverato e in fin di vita, come racconta la madre:

“La prognosi è riservata e al momento non possiamo che augurarci che le sue condizioni si stabilizzino. Siamo ancora sconvolti e vogliamo riportalo a casa prima possibile per farlo curare in qualche ospedale a Bologna”

I colpi sferrati al ventenne gli avrebbero provocato un trauma cranico e altre lesioni. La madre ha poi continuato:

"Voglio dire ai cittadini di Crotone di denunciare. Di essere meno omertosi, di intervenire immediatamente quando si verificano degli episodi così gravi". "In tanti siete venuti per mio figlio e vi ringrazio – ha aggiunto – però dovevate sostenere anche mio figlio quella sera, quando erano le 20.45, in pieno centro. E nessuno lo ha fatto. È stato visto correre, con uno che gli correva dietro. E nessuno ha detto: Hei, fermati!'. Mio figlio non sarebbe in coma".

All'appello si è unito anche il fratello di Davide. "Il mio più grande rammarico è quello di non essere uscito con lui la sera dell'aggressione", ha detto Alessandro Ferrerio a Morning News. "Un'ora prima della tragedia giocavamo a calcio in spiaggia – continua il giovane in lacrime – dopo lui è tornato a casa e io invece dalla mia ragazza".

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