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Caso Davide Ferrerio, le ultime notizie

Davide Ferrerio, l’aggressore fa appello: “Non volevo uccidere, solo far capire che lei era cosa mia”

“Sono argomentazioni difensive che non appartengono alla realtà normale. Un essere umano non può essere cosa di nessuno” ha dichiarato la madre di Davide Ferrerio dopo l’appello dell’uomo condannato in primo grado per tentato omicidio.
A cura di Antonio Palma
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“La donna non è proprietà di nessuno. Un essere umano non può essere cosa di nessuno” così la mamma di Davide Ferrerio ha ribattuto alle dichiarazioni di Nicolò Passalacqua, l’uomo condannato a 20 anni per tentato omicidio del figlio, picchiato selvaggiamente per uno scambio di persona l'11 agosto dello scorso anno e da allora ridotto in coma.

L’idea che la donna possa essere di proprietà di qualcuno “sarebbe frutto di una subcultura patriarcale e mafiosa, una cultura della violenza e del possesso che viene utilizzata addirittura a difesa dell’imputato che ha ridotto mio figlio in quello stato” ha dichiarato Giusy Orlando.

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Il riferimento è alle parole dell’imputato, che il prossimo anno affronterà il processo di secondo grado dopo aver atto appello contro la sentenza di condanna. Frasi che sono state usate anche  nell’istanza della sua difesa. I legali, infatti, ricostruendo quei momenti e il motivo scatenante dell'aggressione che ha ridotto Davide Ferrerio a un vegetale, hanno descritto l’azione dell’uomo come “un’aggressione che voleva solo percuotere, anche con la forza, il giovane antagonista, facendogli capire che quella ragazza era “cosa sua” e nessuno poteva avvicinarsi”. Per la difesa dunque il 23enne di Crotone non voleva uccidere.

“Quando mi toccano quello che non mi devono toccare vado in bestia” aveva detto in effetti Passalacqua nel corso del primo processo. Nella sua testa quella azione, secondo i giudici di primo grado, era volta a “difendere ciò che è suo, infliggendo una punizione esemplare a colui che aveva cercato un approccio con la ragazza che stava frequentando”. Una aggravante secondo i giudici che hanno avvalorato la tesi dei motivi abbietti chiesta dai pm.

Davide Ferrerio
Davide Ferrerio

“Sono argomentazioni difensive che non appartengono alla realtà normale” ha dichiarato Giusy Orlando che non ha mai nascosto la sua rabbia per le vicenda processuale.  “La cosa che mi strugge ulteriormente è che dopo 15 mesi dall’aggressione, nonostante i filmati, le intercettazioni, le perizie, i giudici si chiedono se ci sia connessione fra i pugni sferrati e le sue condizioni", perché "hanno disposto una perizia per valutare se le lesioni provocate a Davide siano legate all'aggressione, oppure se Davide cadendo se le sia provocato da solo" ha speigato la donna.

Proprio questo è uno dei temi chiave della difesa dell’imputato. Nei motivi d’appello, infatti, c’è anche “l’erroneità della ricostruzione del fatto”. Per i legali Davide Ferrerio non è stato aggredito con calci e pugni alla testa ma i gravi danni subiti sarebbero stati causati dalla caduta del giovane che, cadendo nella colluttazione, avrebbe sbattuto la testa sul marciapiede.  Per questo chiedono che il reato venga derubricato da tentato omicidio a lesioni gravissime.

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