Un cardinale beccato col cellulare e le sveglie in regalo per non fare tardi: svelati i segreti del Conclave

Un cellulare dimenticato in tasca da un anziano cardinale – cosa assolutamente "inimmaginabile" – e le sveglie in regalo per essere puntuali all'appuntamento con la storia. Sono questi alcuni dei retroscena dell'ultimo conclave, tenutosi lo scorso maggio, durante il quale è stato eletto Papa Leone XIV, contenuti in un libro scritto dai giornalisti Elisabetta Piqué e Gerald O'Connell uscito in questi giorni in inglese e in arrivo anche in Italia a fine mese, dal titolo "L'elezione di Papa Leone XIV".
I due vaticanisti hanno raccolto aneddoti raccontati dai porporati elettori che hanno partecipato alle votazioni tenutesi nella Cappella Sistina. Aneddoti finora rimasti segreti, così come impongono le rigide regole della Chiesa. Tra i fatti più curiosi ci sarebbe quello del cellulare rimasto in tasca ad un anziano cardinale, di cui non viene mai rivelato il nome, e rilevato dai sistemi di sicurezza.
Nel conclave infatti i cardinali vengono isolati dal mondo, rinunciando a tutti i dispositivi elettronici, prima di esprimere il loro voto davanti all'affresco del "Giudizio Universale" di Michelangelo nella Cappella Sistina. Ma nel libro, secondo alcune anticipazioni di Reuters e Cnn, si legge che le votazioni del primo giorno sono state ritardate quando gli addetti alla sicurezza hanno captato il segnale di un cellulare all'interno della Cappella. Uno dei "cardinali più anziani" si è reso conto di avere un cellulare in tasca – "era disorientato e angosciato, rimasto sorpreso quanto tutti gli altri e glielo ha consegnato", si legge. Una scena che O'Connell descrive come "inimmaginabile, persino per un film".
Poi è emerso anche un altro problema, si legge nel libro. Senza telefoni da usare come sveglie, alcuni cardinali hanno rischiato di dormire troppo nelle loro stanze a Casa Santa Marta, la foresteria dove alloggiano per tutta la durata del conclave. Così, il Vaticano ha deciso di consegnare gratuitamente a ciascuno di loro delle sveglie per assicurarsi che arrivassero in tempo alle votazioni. Alcuni cardinali si sono poi lamentati della mancanza di un bagno nella cappella, per cui hanno dovuto essere accompagnati in un bagno esterno da un giovane cardinale diacono. "È come tornare all'asilo", ha detto uno di loro agli autori.
Secondo la ricostruzione dei due vaticanisti nella prima votazione del conclave, tenutasi la sera del 7 maggio, Prevost aveva già ottenuto tra i venti e i trenta voti, mentre il cardinale filippino Luis Antonio Tagle, considerato tra i favoriti prima delle elezioni, aveva ricevuto meno di dieci voti nel conclave. Al quarto scrutinio, nel pomeriggio dell'8 maggio, Prevost avrebbe invece vinto con 108 voti.