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21 Giugno 2021
10:07

Ucciso per difendere la madre dall’ex, Paola Piras si risveglia dal coma: “Dov’è il mio Mirko?”

Ha fatto scudo con il proprio corpo alla mamma per evitare che l’ex compagno la uccidesse. Paola Piras è stata in coma per 40 giorni presso la terapia intensiva di Lanusei mentre il figlio Mirko, di 19 anni, non ce l’ha fatta. La donna si è risvegliata dal coma chiedendo immediatamente notizie del giovane. Non sa che ha sacrificato la sua vita per difenderla. Di lei si occuperà una equipe di psicologi.
A cura di Gabriella Mazzeo
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"Dov'è il mio Mirko?". Sono state queste le prime parole di Paola Piras che si è svegliata venerdì scorso in ospedale dopo essere entrata in coma all'alba dell'11 maggio in seguito a diverse coltellate inferte dell'ex compagno. Shahid Masih si è introdotto nell'abitazione di Tortolì nella quale la donna viveva con i figli e l'ha accoltellata per 18 volte mentre dormiva. A fare scudo con il suo corpo il figlio Mirko, di appena 19 anni. È morto così il giovane studente dell'Istituto alberghiero Ianas. Ora una équipe di psicologi sta preparando la 50enne a ricevere la terribile notizia. Per il momento non ha ancora saputo la verità sulle sorti del figlio. Paola non sa che il diciannovenne ha sacrificato la vita per difenderla dalla furia omicida del suo ex compagno. La donna si è svegliata dopo 40 giorni in coma nella terapia intensiva dell'ospedale Nostra signora delle Mercede di Lanusei. 

A lungo i medici hanno temuto per la vita della 50enne, appesa a un filo fino a pochi giorni fa. La morte di Mirko, secondo quanto affermano i medici, sarà affrontata in modo graduale per evitare un nuovo peggioramento delle condizioni di salute della donna. Paola Piras è stata infatti sottoposta a tre delicati interventi chirurgici, i primi due per ricucire le profonde ferite inferte e l'ultimo per rimuovere un ascesso nell'addome. La 50enne non sarebbe ancora fuori pericolo: respira autonomamente e ha ripreso ad alimentarsi, ma è ancora molto debole. Conoscere la verità potrebbe essere il colpo di grazia per la sua salute già fragile. I funerali del giovane sono stati celebrati il 14 maggio nella chiesa di Tortolì gremita di gente. I suoi compagni di scuola hanno poi sfilato per le strade della città in un corteo silenzioso che si è fermato proprio davanti all'abitazione del giovane 19enne. Agli insegnanti aveva raccontato di essere sereno a casa con la mamma e con i fratelli. L'allontanamento di quel compagno violento aveva migliorato le loro vite e Mirko aveva grande fiducia nel futuro: voleva diventare chef, per riscattare finalmente la donna che lo aveva cresciuto da sola con grandi sacrifici. Nei corridoi del suo istituto era conosciuto e amato: era sempre stato un ragazzo profondamente gentile, fortemente schierato contro qualunque tipo di ingiustizia.

Per realizzare il suo sogno di diplomarsi, l'Istituto alberghiero Ianas ha deciso di conferirgli il diploma di Maturità postumo. Mirko Farci ha ottenuto il massimo del punteggio. "Gli abbiamo dato 100 perché ha salvato la vita della madre. Quanto può valere un atto del genere se non il massimo?". La scuola ha organizzato una cerimonia in presenza del fratello Lorenzo, della zia, dei compagni di classe e dei docenti che hanno accompagnato Mirko durante tutto il percorso scolastico. Il tutto è avvenuto proprio nel giorno in cui il 19enne avrebbe dovuto sostenere l'esame davanti alla commissione. Proprio in quelle ore, sua madre Paola Piras si risvegliava dal coma farmacologico durato 40 giorni. Al giovane è stata inoltre intitolata una targa sulla quale si legge: "A Mirko, in ricordo del suo gesto, per noi una grande lezione di vita".

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