Ucciso mentre rincasa a Udine, fermato l’ex fidanzato della sorella: li minacciava dopo la fine della relazione

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La donna lo aveva lasciato dopo aver scopeto che aveva già famiglia e figli ma lui aveva iniziato a perseguitarla e a minacciare i famigliari fino al delitto avvenuto venerdì sera.

È l’ex fidanzato della sorella della vittima il presunto assassino di Abdellatif Bensefiyan, il 61enne ucciso a colpi di coltello e cacciavite mentre rincasava dopo la spesa a Udine venerdì scorso. Si tratta di Mohamed Koufi, un 32enne che non accettava la fine della relazione della donna e che pare avesse già minacciato lei e i parenti di vendetta. L’uomo è stato fermato, dopo circa 24 ore di fuga, nella prima serata di ieri, sabato 5 settembre, e condotto in cella con l’accusa di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione.

Nelle ore precedenti il cerchio attorno a lui da parte degli investigatori si era stretto sempre di più fino alla svolta quando è stato intercettato dai carabinieri nei pressi della stazione ferroviaria di Basiliano, dove si pensa stesse per salire su un treno per fuggire. Gli accertamenti condotti dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Udine subito dopo il delitto, infatti, avevano portato gli investigatori a seguire immediatamente la pista del delitto per mano di un conoscente. Le testimonianze e i precedenti screzi avevano portato infine a identificare il 32enne come possibile autore dell’agguato mortale.

Secondo quanto emerso infatti, dopo la rottura della relazioni con la sorella della vittima, avvenuta un mese fa dopo che lei aveva scoperto che lui aveva moglie e figli in Marocco,  il 32enne avrebbe iniziato a minacciare lei e i parenti in una escalation di violenza. Nei giorni precedenti sarebbe stato protagonista di agguati sul posto di lavoro della vittima, minacciata di morte, e di atti vandalici ai danni dei parenti di lei come danneggiamenti alle vetture.

Al momento del fermo il 32enne non ha opposto resistenza ed è stato condotto in caserma per essere interrogato. Ora è a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà valutare le misure cautelari. Intanto le indagini proseguono anche su diverso materiale rinvenuto nelle vicinanze del luogo del delitto.

In particolare si stanno esaminando una parrucca e due coltelli con tracce di sangue rinvenuti in uno zaino ritrovato in un terreno incolto adiacente al luogo del delitto. Si sospetta possano essere le armi del delitto insieme a un cacciavite rinvenuto vicino al corpo del 61enne ucciso.

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