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31 Maggio 2022
09:08

Uccise patrigno con pasta al salmone avvelenata, condannato a 30 anni il 20enne Alessandro Leon Asoli

È stato condannato a 30 anni Alessandro Leon Asoli, il 20enne emiliano, che nell’aprile 2021 ha ucciso il patrigno servendogli pasta al salmone avvelenata e tentando di uccidere con le stesse modalità la madre.
A cura di Chiara Ammendola
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Leon Asoli
Leon Asoli

È stato condannato a 30 anni di carcere Alessandro Leon Asoli, il 20enne che il 15 aprile 2021 a Ceretolo di Casalecchio ha ucciso il patrigno Lorendo Grimandi, 57 anni, preparando e poi servendogli un piatto di pasta al salmone avvelenato. Nella tarda serata di ieri, la Corte di assise di Bologna dopo 12 ore di camera di consiglio ha pronunciato la condanna per il giovane per il quale la procura aveva chiesto l'ergastolo.

Quel giorno di più di un anno fa infatti il ventenne Alessandro Leon Asoli attentò anche alla vita della madre, Monica Marchioni, con le stesse modalità, anche a lei quella sera servì le stesse penne al salmone avvelenate ma la donna si salvò perché ne mangiò poche, a causa dello strano sapore del piatto. Secondo quanto contestato dalla pm Rossella Poggioli e confermato da giudici infatti il giovane quella sera aggiunse alla pasta del nitrito di sodio per uccidere la mamma e il compagno di lei. La Corte ha inflitto tre anni di libertà vigilata al termine della pena e deciso un risarcimento di 500mila euro alla madre della vittima e 750mila euro di provvisionale per la madre dell'imputato. Il giovane non era presente, ha partecipato solo a un'udienza all'inizio del dibattimento. C'era invece il padre, Davide Asoli, che crede fermamente nell'innocenza del figlio. Il genitore ha atteso il verdetto seduto di fianco al difensore, Fulvio Toschi, ma il giudice gli ha detto che quello non era il suo posto.

La difesa del giovane aveva provato ad imputare alla madre l'omicidio del compagno, fortemente depressa: per i legali la donna aveva architettato un suicidio-omicidio allargato al figlio e al compagno e per questo avevo chiesto ai giudici l'assoluzione e la derubricazione del tentato omicidio a lesioni personali. L'imputato aveva infatti ammesso di aver aggredito la madre sostenendo che la donna avesse aggiunto il veleno alla pasta al salmone da lui cucinata. Per la pm Rossella Poggioli, il 20enne era un "bugiardo e manipolatore, mosso dall'ossessione per l'eredità" contestandogli l'omicidio pluriaggravato: premeditazione, motivi abietti e uso di sostanze venefiche, comprate su internet. Il movente, secondo l'accusa, sarebbe stato l'eredità. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

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