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Uccise la fidanzata Erika Preti, Dimitri Fricano va ai domiciliari: pesa 200 chili ed è malato

A causa del peso, l’uomo si muove in carrozzina e ha problemi di salute gravi di natura cardiologica e cardiovascolare. Il Tribunale di sorveglianza di Torino ha stabilito che le sue condizioni di salute sono incompatibili con la detenzione in cella. Andrà ai domiciliari per un anno per curarsi.
A cura di Antonio Palma
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A circa un anno e mezzo dalla condanna definitiva a 30 anni per l'assassinio della fidanzata Erika Preti, avvenuto nel 2017, Dimitri Fricano è stato scarcerato e posto temporaneamente agli arresti domiciliari per motivi di salute. Il Tribunale di sorveglianza di Torino infatti ha accolto le istanze dei suoi legali e ha deciso che proseguirà la pena a casa propria, a Biella, in quanto le sue condizioni di salute sono incompatibili con la detenzione in cella. Alla base della motivazione, un problema di obesità cronica che ha portato a una serie di altri problemi di salute gravi di natura cardiologica e cardiovascolare che lo hanno portato già al ricovero nei mesi scorsi.

"I giudici del tribunale di sorveglianza hanno concesso i domiciliari a Dimitri per consentirgli di curarsi" hanno spiegato i legali. Secondo il Tribunale, infatti, Dimitri Fricano soffre di polineuropatia periferica e problemi cardiologici e presenta plurimi fattori di rischio cardiovascolare tra cui, oltre alla obesità severa anche fumo attivo. Condizioni che per il giudice non sono curabili in carcere dove è rinchiuso in un cella senza possibilità di grossi movimenti e senza poter seguire una dieta ipocalorica.

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Nel corso degli anni in cella, Dimitri Fricano avrebbe più che raddoppiato il suo peso arrivando a pesare oltre 200 chilogrammi, una massa che gli ha comportato difficoltà di deambulazione. L'uomo non sarebbe più in grado di assolvere autonomamente alle proprie necessità quotidiane, si muove su sedia a rotelle e ha bisogno di un’assistenza che in carcere non può avere. Per questo il tribunale ha deciso che per un anno andrà a di domiciliari in casa dei genitori a Biella. La decisione sarà poi rivaluta e il provvedimento potrà essere prorogato a seguito di ulteriori controlli.

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"Nel corso della restrizione si è riscontrato un ulteriore aumento ponderale in quanto il paziente non può disporre di pasto ipocalorico e non segue le indicazioni dietetiche" scrivono i giudici, aggiungendo che "Il soggetto è stato sottoposto a plurime valutazioni psichiatriche con aggiustamento di terapia, fisiatriche con indicazione ad incremento di terapia farmacologica per polineuropatia periferica, cardiologiche che evidenziano plurimi fattori di rischio, cardiovascolare tra cui, oltre alla obesità severe e il fumo attivo". Infine si ricorda che "A causa della condizione di grande obeso, pur disponendo di una carrozzina per gli spostamenti, non riesce ad accedere ai servizi per le barriere architettoniche esistenti ".

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La decisione è stata accolta con grande rammarico dai genitori di Erika Preti, uccisa a 28 anni dal fidanzato Dimitri Fricano durante una banale discussione mentre erano in vacanza in Gallura, Sardegna. "Si è riaperta una ferita. È stato come ricevere una pugnalata al cuore. Sapevo non avrebbe scontato 30 anni di carcere, ma sei sono davvero troppo pochi" ha dichiarato al Corriere della Sera il padre di Erika .

Erik fu uccisa l’11 giugno 2017 durante una banale lite con quel fidanzato che aveva conosciuto da adolescente. Inizialmente e per un mese lui aveva cercato di fare credere che fosse stato uno sconosciuto, poi confessò tutto. Dimitri Fricano uccise Erika infliggendole 57 coltellate con il coltello usato per il pane, poco prima di andare in spiaggia, a San Teodoro (Sassari), perché lei l'aveva rimproverato perché stava facendo troppe briciole.

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