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Omicidio Giulia Cecchettin

Filippo Turetta esce dall’isolamento: in cella c’è la tv, potrà seguire i funerali di Giulia

Il 22enne accusato dell’omicidio di Giulia Cecchettin esce dall’isolamento: starà in una cella con la porta aperta, ma a seguirlo (in accordo con la direzione del carcere) ci sarà un detenuto più anziano. Potrà anche guardare la televisione e seguire i funerali della ex fidanzata.
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A cura di Biagio Chiariello
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Omicidio Giulia Cecchettin

Filippo Turetta, accusato dell'omicidio dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin, è rinchiuso nel carcere Montorio di Verona da sabato 23 novembre, dopo l'estradizione dalla Germania. Non è più in isolamento e, anzi, nella sua cella (doppia) avrebbe trovato anche un compagno d'eccezione, una sorta di ‘angelo custode'.

Non un detenuto qualsiasi, ma una persona che in accordo con la direzione ha accettato di ‘seguirlo': si tratta di un uomo di 50-60 anni condannato per reati finanziari e la cui pena finirà nel 2031.

È un detenuto come gli altri, e si rende conto di quello che ha fatto", hanno spiegato fonti qualificate all'Ansa. "Sta prendendo le misure con la realtà del carcere, che la prima volta è uno shock".

Turetta è dunque passato al regime di "custodia aperta": una cella con la porta aperta e sarà libero di camminare per il corridoio del reparto di infermeria. Nel reparto ora può anche incontrare tutti gli altri compagni di detenzione, in totale 19 ristretti in 16 celle. Ieri ha visto anche i suoi genitori.

Il giovane, sempre secondo le indiscrezioni di stampa, appare "tranquillo" e sembra che si "stia ambientando", chiedendo anche spiegazioni riguardo "le dinamiche del carcere". Nella sua cella, come in quella degli altri detenuti, c'è anche un televisore. E se lo vorrà, potrà seguire i funerali della sua ex fidanzata che saranno trasmessi in diretta tv e si svolgeranno a Padova nella Basilica di Santa Giustina.

Sul suo letto c'è solo una coperta, ma nessun lenzuolo per evitare rischi. Gli unici vestiti a sua disposizione sono quelli forniti dalla struttura carceraria. Se dovesse passare al reparto "protetti", i familiari potranno consegnargli un pacco con una lista di 26 possibili articoli, da "un pettine o spazzola di plastica" a "matite o una scatola di colori in legno", passando per abiti "puliti e di foggia conveniente", da aggiungere ai libri che secondo l'Adnkronos gli sono stati prestati dalla biblioteca interna: un giallo di Agatha Christie e il romanzo ‘La figlia del capitano' di Aleksandr Pukin.

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