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Omicidio Giulia Cecchettin

Turetta ammette l’omicidio di Giulia, l’avvocato: “Confermate ammissioni fatte a polizia tedesca”

Durante l’interrogatorio davanti al Gip il 22enne veneto, ora in carcere a Verona, si è avvalso della facoltà di non rispondere ammettendo però l’omicidio della ex fidanzata Giulia Cecchettin come aveva già fatto in Germania. Lo ha confermato l’avvocato Giovanni Caruso a Fanpage.it. Nel corso dell’incontro il ragazzo sarebbe scoppiato in lacrime.
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A cura di Biagio Chiariello
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Omicidio Giulia Cecchettin

Filippo Turetta ha reso dichiarazione spontanee con le quali ha sostanzialmente confermato quanto detto alla polizia tedesca. Lo ha detto a Fanpage.it Giovanni Caruso, avvocato del 22enne arrestato per l'omicidio di Giulia Cecchettin. Di fatto il ragazzo, ora in carcere a Verona dopo essere stato estradato dalla Germania sabato scorso, ha ammesso nuovamente, anche davanti al Gip, di aver ucciso la ex fidanzata.

L'interrogatorio di Filippo Turetta

Al giudice per le indagini preliminari Benedetta Vitolo però Turetta non avrebbe detto altro avvalendosi della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato che indaga in merito al caso Cecchettin. Stando alle indiscrezioni, non confermate dal legale, il ragazzo sarebbe scoppiato in lacrime davanti al Gip durante l'interrogatorio di garanzia: un incontro durato non più di una mezz'oretta.

Nelle dichiarazioni rilasciate in Germania (non valide nel procedimento italiano) il 22enne aveva detto, in sostanza, di aver ammazzato Giulia e di non avere poi avuto il coraggio di uccidersi.

Le accuse nei confronti dell'ex fidanzato di Giulia Cecchettin

Accusato di omicidio volontario aggravato e di sequestro di persona, a Turetta non è stata ancora contestata la premeditazione dell'omicidio della giovane ventiduenne. Un'aggravante che potrebbe costargli l'ergastolo.

Il legale della famiglia Cecchettin, inoltre, ha dichiarato che il delitto è anche aggravato dallo stalking. "Turetta ha dimostrato di essere un molestatore assillante", ha detto, "il suo comportamento è connotato da plurime e reiterate condotte che descrivono ‘fame di possesso' verso la nostra Giulia".

E ha aggiunto: "Si tratta di un assedio psicologico che aveva provocato nella ragazza uno stato di disorientamento e di importante ansia. Un uso padronale del rapporto che ha spinto il Turetta prima a perpetrare reiterate azioni di molestie e controllo, anche tramite chiamate e messaggi incessanti, e poi, in ultimo l'omicidio, al fine di gratificare la sua volontà persecutoria".

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