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Troppo rumore nel campetto dell’oratorio: la parrocchia deve dare 45mila euro ai condomini

I giochi dei bimbi dell’oratorio di Santa Teresa del Bambino Gesù a Palermo si fermano. Il direttore dell’ufficio per le comunicazioni dell’Arcidiocesi a Fanpage.it spiega: “Sentenza crea pericoloso precedente”
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I bimbi dell'oratorio della Parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù, a Palermo, dovranno mettere via il pallone per un po'. Le loro partite all'oratorio sono costate all'arcidiocesi palermitana ben 45mila euro. A tanto ammonta infatti il risarcimento riconosciuto dal giudice ai condomini di via Filippo Parlatore.

I residenti che affacciano sull'atrio della parrocchia, dove si trova anche il campetto utilizzato per le partite, sostengono che le attività vanno avanti dalle 16 alle 20 durante i giorni feriali, e nei fine settimana fino a mezzanotte. Il rumore avrebbe provocato conseguenze sulla salute mentale dei residenti, tanto da fare entrare nel fascicolo del giudice anche le fatture per antidepressivi e psicoterapie.

L'Arcidiocesi di Palermo nella giornata del 16 gennaio è intervenuta con una nota in cui sottolinea il valore dell'oratorio in città. E raggiunto da Fanpage.it, il direttore dell'ufficio per le comunicazioni sociali Luigi Perollo sottolinea: "Si tratta di una sentenza pericolosa perché crea un precedente. In una città povera di spazi socialmente positivi limitare l'oratorio significa infliggere un duro colpo proprio ai più giovani". Inevitabilmente, infatti, la sentenza si rifletterà non solo su Santa Teresa del Bambino Gesù, ma su tutte le altre parrocchie dell'arcidiocesi palermitana, mettendo a rischio le attività di centinaia di bambini che trovano nell'oratorio un luogo di aggregazione.

A niente sono valsi i tentativi di trovare un accordo tra la parrocchia e gli abitanti di via Filippo Parlatore: la proposta di un risarcimento di 5 mila euro è stata nettamente rifiutata. Quella economica non è stata l'unica proposta di mediazione, il Tribunale aveva stabilito orari per il gioco che non potessero disturbare, e anche l'utilizzo di un pallone di una sola marca giudicato tra i meno rumorosi.

Tutto inutile, dopo una vicenda giudiziaria iniziata nel 2015 il Tribunale ha chiuso la questione imponendo all'arcidiocesi di corrispondere un risarcimento di 45 mila euro, e bloccando di fatto le attività ricreative nel campetto di via Filippo Parlatore.

"La sentenza va rispettata – sottolinea Perollo – ma apre una riflessione. Come Arcidiocesi, chiediamo che si rifletta sulla necessità di garantire spazi adeguati per la coesione sociale, soprattutto per i più giovani".

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