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Troppi sciatori ubriachi sui bus, Trentino prepara le contromisure: verso pattuglie alle fermate

Dopo aggressioni e disordini da parte di sciatori ubriachi, la provincia di Trento studia misure per tutelare autisti e passeggeri: controlli rafforzati, presidi delle forze dell’ordine e corse dedicate agli après-ski.
A cura di Biagio Chiariello
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La provincia di Trento corre ai ripari dopo settimane di segnalazioni e un grave episodio di violenza su un autobus serale da e per Madonna di Campiglio. A metà dicembre, alla fermata di Javrè, un giovane ubriaco aveva aggredito due autisti di Trentino Trasporti, facendo emergere un problema che ormai è diventato quotidiano: gruppi di ragazzi, spesso alterati dall’alcol, trasformano i mezzi pubblici in un vero incubo per conducenti e passeggeri.

"Siamo costretti a convivere con ragazzi che salgono ubriachi e vomitano a bordo — racconta Antonio Stedile, autista e rappresentante Uiltrasporti —. Molti colleghi chiedono ferie o malattia pur di non affrontare queste corse". Le tratte più critiche sono quelle che collegano Madonna di Campiglio a Tione, soprattutto tra le 18 e le 20, quando i pullman trasportano quasi esclusivamente giovani provenienti dagli après-ski.

Alla luce dei ripetuti episodi, la consigliera provinciale Lucia Coppola aveva sollecitato un intervento. L’assessore ai Trasporti, Mattia Gottardi, ha confermato le "situazioni problematiche" e annunciato un pacchetto di misure allo studio insieme a prefettura, forze dell’ordine, Trentino Trasporti e amministrazioni locali. L’obiettivo principale è garantire la sicurezza: un presidio fisso di carabinieri e polizia locale sarà presente alle stazioni di Campiglio e Tione, soprattutto nei weekend, per creare un deterrente visibile contro comportamenti violenti o inappropriati.

Misure intermedie, già sperimentate durante le festività, prevedono la presenza a bordo di due controllori incaricati di gestire l’imbarco e di chiamare le forze dell’ordine in caso di problemi. "I primi risultati sono moderatamente confortanti — ha spiegato Gottardi —, ma resta la questione delle condizioni in cui i mezzi arrivano a fine corsa". Si valuta inoltre l’istituzione di corse dedicate agli avventori dell’après-ski, separandole dai servizi di linea utilizzati da lavoratori e residenti, per tutelare chi si sposta per motivi quotidiani.

Il problema, come sottolinea Stedile, riguarda anche minori: "Ci siamo trovati a bordo ragazzi di 16-17 anni ubriachi, alcuni nascondono bottiglie sotto la giacca, e si aggiungono fumo, bestemmie, parolacce e in alcuni casi consumo di sostanze. Gli autobus diventano pericolosi". Gli autisti chiedono quindi soluzioni concrete, come la sospensione delle corse dopo le 20, quando il servizio pubblico non serve più residenti o lavoratori ma esclusivamente persone alterate.

Il dibattito sulla sicurezza dei mezzi pubblici trentini mette in luce un nodo più ampio: la gestione degli après-ski. Questi locali, sempre più frequentati da giovani turisti e del posto, richiedono un maggiore controllo nell’erogazione di alcolici e un’organizzazione dei trasporti che garantisca la sicurezza di tutti. Secondo Stedile, "non è normale che un autista debba guidare su strade di montagna e allo stesso tempo gestire risse e minacce. Così nessuno vuole più fare questo lavoro".

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